Ciao,
partendo da un caso recente che ho osservato e dall'ultimo
articolo del Taglia mi scatta questa riflessione.
Caso recente:
Una notissima azienda chimica pubblica da tempo un sito dove espone i risultati di ricerche svolte in collaborazione con il CNR e altri roboanti nomi. Gli interessi commerciali sono palesi ma la divisione dedicata alle ricerche non è a scopo di lucro.
Alcune di questi dati riguardano previsioni future basate su modelli matematici, un pò come le previsioni del tempo per capirci.
Una notizia pubblicata su questo sito (paragonabile a un post su un blog) relativa a queste previsioni viene ripresa da decine di siti tra cui ansa e riportata sui principali quotidiani. Non vedo la televisione ma probabilmente è arrivata anche su qualche notiziario... magari sarà trasmessa nel week-end alle 13.
Natura delle notizie
Non è di certo in discussiona la credibilità della azienda del caso citato.
Certo è che una previsione basata su modelli matematici sperimentali è quanto meno
probabilistica.
Invece, per come viene riportata su siti e giornali, risulta
quasi certa e come avviene per le previsioni del tempo
le persone modificano i propri comportamenti o quanto meno si preoccupano del fatto "probabile".
Quello che mi fa riflettere è che forse ci sono notizie più appetibili di altre ad essere diffuse (virali).
Influenza
Va bene... sono stato punto sul vivo. Io mi sbatto da anni per crescere il mio piccolo forum/sito sull'argomento e nessuno mi cita. E se capita lo fanno per parlare di
Web Marketing 
.
La riflessione però è la seguente: per quanto un blog possa essere noto, famoso, credibile, i posto pubblicati possono contenere le verità più sconvolgenti le riflessioni più innovative ma... se gli va bene... verranno ripresi dalla blogsfera e sui forum.
Insomma... resteranno fuori dal circuito dei media tradizionali come giornali, televisioni, che in termini di numeri fanno veramente la differenza.
Quindi, forse la domanda giusta è, quanto serve e come fare per bucare la blogsfera?
Va be... adesso mi dite la vostra?
Ciao,
M.