Si', Alex, quella tecnica e quella
parte di strumenti (e strategie) sicuramente aiuta, ma non mi riferivo solo a quello...
Il
cross-channel marketing mix e' una cosa un po' piu' complessa
che richiede investimenti maggiori (in termini di tempo, di strategia e di strumenti), e un'attenzione maggiore e un'attento studio al fine di una
diversificazione delle comunicazioni verso lo stesso utente che abbia gia' avuto in passato relazioni con l'azienda.
Si parte quindi dall'
identificazione dell'utente e dalla
valutazione delle sue abitudini di navigazione sul ns sito ma non solo...:
Dal
behavioural marketing solitamente si puo':
interagire con gli utenti piu' profittevoli in base a:
- quali link hanno cliccato nelle ns email e nei ns autorisponditori (a sequenza o singoli)
- quali email hanno aperto
- quali annunci (google o altro) hanno cliccato, con quale frequenza, e quante volte...
- cosa hanno fatto DOPO l'atterraggio alla landing page (oltre alla classica conversione da noi auspicata): hanno per es. visto altre pagine? Hanno visto altri prodotti o servizi?
- come hanno interagito sul ns forum o su facebook e simili...
- ecc...
Potrei andare oltre... ma
concludo dicendo invece di "non accanirsi" troppo su tutte le persone che non convertono.
A volte loro arrivano sui ns siti un po' per sbaglio o un po' per curiosita' (un po' per concorrenza...!? :-) ) , senza un reale interesse:
e' proprio l'errore piu' comune dei titolari di siti web alle prime armi di volere a tutti i costi convertire chiunque.
Nella stessa logica rientra chi mi chiede di NON cancellare gli indirizzi email di gente che... ha la posta sempre piena, o il cui serve la manda sempre indietro (bounce), ecc... pensando erroneamente che accumulare indiscriminatamente dati personali della gente in quantita' industriale aiuti il proprio marketing...
Al massimo aiuta lo
"sputtanamento" della propria immagine oltre che avere una serie di effetti indesiderati piu' o meno noti (alcuni solo agli addetti ai lavori) come ad es. il fatto che avendo email errate nei propri archivi si fomenta l'
attivazione degli algoritmi di protezione dallo spam dei provider destinatari con l'ottenimento dell'eroico obiettivo di non far piu' arrivare a destinazione manco agli indirizzi email qualificati e corretti di gente interessata a quello che l'imprenditore voleva comunicare...
Insomma:
Diamo a Cesare quel che e' di Cesare...
e a chi ha certe abitudini e/o desideri il messaggio che gli interessa... (marketing one-to-one).
E a chi non lo e'...? Chiediamo scusa... non vogliamo piu' disturbarlo e tenteremo di non farlo in futuro (manco con l'annuncio di Google che non gli interessava) se ci riusciremo... :-)
Grazie Marketing one-to-one,
ciao ciao anzi...
Addio Marketing di massa! ;-)