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Vecchio 15-10-2009, 20:54   #32 (permalink)
seoguru
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Citazione:
Originariamente inviato da fradefra Visualizza Messaggio
Come se mi sfuggisse un aspetto importante che non riesco a cogliere...
Io ne vedo uno che ancora non mi sembra sia stato menzionato.

[OT]Bellissimi interventi, questo forum ha una platea veramente ricca.[/OT]

Quoto quindi moltissime cose già dette.

Ma forse una cosa andrebbe accennata, fermi restando i rischi di dispersione e bassa tendenza alla conversione dei social su cui ha aperto il dibattito Alex - cui aggiungerei velocemente FriendFeed che ormai sta mettendo su un bel 'polo' di utilizzatori.

I social sono dispersivi? Si.
L'aumento degli utilizzatori e l'incremento dei contatti aumenta la dispersione - e quindi vanifica parte degli sforzi promozionali che possiamo investire su questi social? Si.

Perfetto. Ma queste piattaforme facilitano e velocizzano l'atto della condivisione molto più di - direi - qualsiasi altro strumento tradizionale (rimanendo all'online, ovviamente).

Basta un click del mouse.

Su Facebook o su Twitter abbiamo la possibilità di arrivare lontanissimi, volendo.

A quel punto per ogni contatto che ci retwitta e/o condivide o commenta su Facebook (e ancora meglio lo vedi su FF) acquistiamo una fetta di visibilità preziosa... insostituibile rispetto a qualsiasi strategia, che pure si può opportunamente valutare.

Il 'passaparola' è quello cui ambire: magari i miei 3000 followers non leggeranno il mio tweet e/o non seguiranno il link che propongo: ma se qualcuno di questi invece lo fa?
E se trova utile-divertente-gratificante partecipare al mio 'messaggio'?
Quanti x mila potenziali nuovi followers-contatti sono chiamati in causa?

Non so chi ha già detto su questo forum il fatto che le notizie vere non hanno bisogno di promozione... beh, rapportato ai messaggi sui social, direi che a volte - anche nel caos e nella dispersione - i contenuti che hanno qualche valore possono trovare 'da soli' il loro spazio utile, anche al di là dei nostri più prossimi amici-contatti-followers.

Tutto quello che avete detto è verissimo: occorre targhetizzare, selezionare le informazioni, studiare ritmi e tempistiche di utilizzo.
Ma non dimentichiamoci che sui social sono gli utilizzatori che letteralmente creano e usufruiscono del 'messaggio', inventando e costruendo il 'media'.
Se si vuolo, quindi, per una sorta di teoria del caos, la 'fortuna' di un tweet o di uno share su FB o su FF può essere molto indipendente dalle strategie seguite e dalla rete di partenza: potenzialmente potrebbe passare un big-user e 'donare' al nostro tweet quei 15 minuti di gloria sufficienti per restituirci in toto i nostri sforzi - che altrimenti potrebbero sembrare sprecati.

Ma non serve nemmeno il re-twit del super-twittatore: molto meglio 100 piccoli-medi twitterers, probabilmente.

Insomma, l'annotazione che volevo fare è che è assolutamente vero che i social bruciano moltissimi contenuti disperdendoli in reti di contatto dove i flussi delle informazioni viaggiano a velocità sempre maggiori.... ma con la stessa velocità e per la stessa teoria 'dispersiva' possiamo invece ambire a risultati altrimenti irragiungibili attraverso gli strumenti normalmente in uso tra gli internet marketers.

Occorro calibrare gli sforzi, certamente: ma la targhetizzazione non può essere spinta oltre una certa 'ragionevole soglia'.
Perchè paradossalmente dalla dispersione - quando raggiungiamo punti periferici o del tutto avulsi dal nostro contesto di relazione quotidiano - si può anche ottenere dosi di visibilità che semplicemente non sospettiamo, cui non potremmo ambire se vogliamo per forza 'confinare' i nostri messaggi nella cerchia dei nostri contatti più stretti e 'affini'.

Non potresti riuscirci comunque: puoi anche rendere privati i tweet se vuoi, fare gruppi esclusivi su FB.
Ma altri, nel frattempo, saranno 'socievolmente' impegnati a scambiarsi bilioni di imput: quanto investire e fino a che punto farvi affidamento è un discorso che assolutamente è sacrosanto (e bravo Alex che pone il problema), ma la natura di quelle piattaforme è proprio il rimpallo del messaggio individuale all'interno di piazze aperte ad un pubblico necessariamente larghissimo.

Forse torneranno di moda i pubblicitari geniali (se ci sono o se sono mai esistiti), a scapito degli spammer 'da social'?

Spero e credo di sì.

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