No, proprio di nicchia direi di no.
Comunque richiede una predisposizione per i nuovi media molto più sviluppata che non il notissimo
FaceBook.
E' sempre e solo una questione di tempo, negli Usa è già molto diffuso anche tra i non 'adetti ai lavori', qui lo diventerà presto.
Non è uno strumento utile per fare marketing perchè le tue 'twittate' sono degli annunci; anche se possono diventarlo, naturalmente.
E' uno scenario collettivo, in primo luogo. Se ti occupi di comunicazione sui nuovi media devi esserci per forza, in un modo o nell'altro.
Ed essendoci poi utilizzarlo solo come 'rimpallino sofisticato' dei tuoi post sul blog, per esempio. O delle discussioni su un forum, volendo.
Se gli utenti del forum di Alex trovassero il profilo ufficiale diquesto forum, faccio un esempio, otrebbero decidere di 'seguirlo' su twitter.
Sapendo, magari, che possono essere aggiornati della nascita di nuovi 3d attraverso quel canale.... è l'esempio più banale, ma moltissimi siti americani 'potenti' fanno così, hanno un profilo su twitter in cui fanno arrivare le varie notizie prodotte dai loro network (con i link per seguirle, ovviamente).
Mashable, Techcrunch, SearchEngineLand... ma tutti i più noti, insomma.
Ovviamente - al di là di queste grosse realtà - il singolo può invece utilizzare uno strumento di microbbloging anche per fare moltissime altre cose.
Intessere contatti, trovare ispirazione per nuovi post o articoli da scrivere.
Essere aggiornato in diretta, se i contatti che segui fanno parte della tua 'sfera di competenza' e quindi in qualche modo sono la prima buona fonte di informazione per il tuo lavoro.
Puoi usare il microblogging come canale per fare tutte quelle segnalazioni rapide che non riusciano a trovare spazio nei più impegnativi post del tuo blog, per esempio.
Per segnalare - 'al volo' e senza stare troppo a 'farla complicata' - una risorsa scoperta, un nuovo sito, o il vecchio sito di un collega o un amico che ha subito un restying, o una notizia valida prodotta da un competitor, per esempio.