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#1 (permalink) |
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Administrator
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Devo ametterlo, il discorso della brand awareness mi ha sempre creato un pò di disagio. Non saprei spiegarvi il motivo preciso, ma posso solo ipotizzare che avendo a che fare spesso con la concreta misurabilità dei dati trovo qualche difficoltà ad attribuire un valore "certo" ai brand ed a tutte le strategie di marketing ad esso collegate (ma questo è un mio problema).
In questo topic vorrei discutere e condividere con voi opinioni ed idee riguardo la difficile "misurabilità" delle attività legate al brand in tutte le sue forme... immagine aziendale, marca del prodotto, autorevolezza personale, etc. etc. Molti di noi operano nel settore del web marketing e, di conseguenza, sanno che esistono delle strategie finalizzate quasi esclusivamente al "fare brand". Quando si ha a che fare con il "fare brand" i ritorni non sono di certo misurabili come quando si opera con il direct marketing. Il problema non si pone fino a quando si opera per la propria immagine aziendale/personale. Sappiamo bene come lavorare sulla nostra immagine e delle volte non sentiamo il bisogno di valutare precisamente (ed economicamente) questo lavoro. Con i clienti cambia tutto. I clienti (ed in maniera particolare pmi e professionisti) ragionano sui "ritorni" misurabili e capita di avere a che fare con qualcuno per cui è difficile valutare un servizio (ad esempio) di analisi e crescita della reputazione online, oppure dei differenti benefici di impression e click dei banner pubblicitari.... C'è anche però chi sulla poca misurabilità ci marcia un pochino... ![]() Che ne dite? Avete esperienze condivisibili? Come misurate e quotate le attività di brand awareness? ![]() Tweet
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Facebook ADS: tutto ciò che devi sapere! Ti vuoi promuovere su webmarketingforum? Esiste solo un modo! Ultima modifica di Alex; 02-03-2009 alle 13:26. |
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| The Following User Says Thank You to Alex For This Useful Post: | Danilo (02-03-2009) |
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#2 (permalink) |
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Junior Member
Data Registrazione: Oct 2008
Messaggi: 9
Thanks: 0
Thanked 0 Times in 0 Posts
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Interessante discussione, mi sento particolarmente coinvolto, in quanto designer.
Perché se è vero che la strategia del brand si ha grazie al marketing, la componente visiva , la brand identity, ne è la parte percepibile, quindi molto importante. Il fatto è che a differenza del Dem, payperclick, etc...è molto difficile comprendere e valutarne la qualità e la portata economica del lavoro; per questo molto spesso viene contestato il valore degli stessi. Personalmente credo che la misurazione del successo di un brand, la relativa consapevolezza (awareness) e quindi anche la possibilità di sostenerlo economicamente nel tempo, sia solo misurabile tramite sondaggi e ricerche di mercato. Solo questi indagano la percezione dell'utente all'atto dell'acquisto del prodotto/servizio "brandizzato", concedetemi il termine. Ovviamente ricerche e sondaggi di mercato non sono appannaggio delle PMI ma generalmente di grndi industrie GDO, altrimenti ci si può accontentare sul concetto di intuitività ed emotività registrato tra un campione limitato, magari di clienti fiidelizzatissimi. p.s: spero di trovare smentite e che mi mostriate sistemi nuovi di misurazione. |
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#3 (permalink) |
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Administrator
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Ciao Alex, grazie del contributo. Quindi mi pare di capire che secondo te la misurabilità di una strategia finalizzata al "fare brand" è possibile solo tramite sondaggi sulla soddisfazione legata alla marca o sulla popolarità... ho capito bene?
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#4 (permalink) |
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Junior Member
Data Registrazione: Sep 2008
Messaggi: 43
Thanks: 0
Thanked 9 Times in 9 Posts
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ciao alex,
temo di essere un pò profano ma magari il mio parere può essere apprezzato come quello di un potenziale cliente. Fare brand dicevi... difficile misurarlo. nel mio caso in parte dagli accessi, dalle iscrizioni alle newsletter ma per quanto riguarda il ritorno economico non so dirti. in parte certo è presente. ma spesso arriva da dove meno te l'aspetti. forse il problema è non aver avuto da subito una strategia definita... o forse il bello di internet è che consente di modificare velocemente la tua strategia ascoltando i visitatori.. per me la svolta è stata sicuramente il libro e le docenze in università. credo che il vero accelleratore per chi fa servizi sia unire on line ed off line. devi essere bravo a comunicare ma anche avere qualcosa da comunicare. Ad un certo punto mi sono accorto che uno dei miei blog, il più seguito quello che informa sulle novità fiscali, era letto sopratutto da colleghi. quindi? errore di target? in realtà mi è stato molto utile per pubblicizzare il libro e per sviluppare relazioni che ritengo possano diventare molto utili in futuro. l'importante è non avere fretta, ascoltare i visitatori e lasciarsi un pò trasportare... la strategia è importante ma fa adattata e modificata di continuo. |
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| The Following User Says Thank You to Spiderpanoz For This Useful Post: | Alex (02-03-2009) |
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#5 (permalink) |
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Junior Member
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Ciao Alex
![]() Quanto tempo da quando hai aperto.. ho approfittato di questo ottimo spunto per scrivere una riga A prescindere da tutte le strategie possibili che magari adotto con i miei clienti, posso dirti che il fatto di collegare quell'immagine di me al mio Brand "Esperto SEO", mi ha dato molte soddisfazioni ![]() E' chiaro che il target in questo caso è selezionatissimo, e devo dire che non è che sia così popolare, perchè mi danno dell'esibizionista o del gay, anche se oltre che non la riterrei un offesa, non lo sono Devo dire che accetto di correre il rischio di essere frainteso se il risultato è quello ottenuto fino ad oggi Il mio cliente tipo è sicuramente uno spericolato, deciso, ma allo stesso tempo instabile, e da me vuole imprevedibilità e determinazione Tutto questo da un avatar? Si, è possibile ![]() |
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#6 (permalink) | |
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Junior Member
Data Registrazione: Oct 2008
Messaggi: 9
Thanks: 0
Thanked 0 Times in 0 Posts
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Citazione:
Ma io non sono un uomo di marketing ma un designer. |
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#7 (permalink) |
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Administrator
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@Spiderpanoz lo so che la tua esperienza è formidabile
... il punto è che tutte le strategie da te messe in campo, come hai ben detto, sono difficilmente misurabili in termini economici.... o forse puoi effettuare delle stime... ![]() @Espertoseo effettivamente penso anche io che nome scelto ed immagine possano modificare la percezione di un brand. p.s. vieni a trovarci piu spesso... wmf cresce a vista d'occhio @Alex se tu vendi i tuoi servizi fai marketing come tutti gli altri ![]()
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#8 (permalink) |
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Junior Member
Data Registrazione: Jan 2009
Messaggi: 11
Thanks: 0
Thanked 1 Time in 1 Post
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Bella discussione Alex, complimenti!
Questa è la domanda su cui mi vorrei soffermare un attimino e rispondere con un'altra domanda... Non pensate che il 100% degli accessi diretti al sito siano frutto solo ed esclusivamente dell'effetto brand (che sia o di nome del sito nel title, o di logo, o di contenuti ben scritti, ecc...) ? |
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#9 (permalink) |
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Administrator
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Ciao Angelo, ti ringrazio
![]() Rispondo alla tua domanda dicendoti che non credo. Esiste un effetto brand degli accessi da google: io ad esempio (per wmf) lo misuro contando gli accessi di chi cerca keyword del tipo "web marketing forum" o "alessandro sportelli"... per il resto si tratta di genete che cerca informazioni e spesso le trova per caso. Il discorso invece cambia per chi sui siti ci torna senza passare da google ![]()
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#10 (permalink) | |
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Junior Member
Data Registrazione: Oct 2008
Messaggi: 9
Thanks: 0
Thanked 0 Times in 0 Posts
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Citazione:
Intendevo che c'è chi come me fa marketing per "se stesso" e per gestire la propria attività, e per gli altri come core business fa grafica. E chi fa marketing per se stesso e come core business fa marketing per gli altri, ad esempio te. |
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#11 (permalink) |
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Junior Member
Data Registrazione: Feb 2009
Località: Serravalle pistoiese (PT)
Messaggi: 16
Thanks: 0
Thanked 10 Times in 6 Posts
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Il sondaggio così a prima vista sembra la strada più semplice, però …
Jeff Bezos una volta ha detto che il brand “è quello che la gente dice di te, quando hai lasciato la stanza”. In effetti il sondaggio spinge la gente a rispondere in modo in generalmente diverso da quello fa quando nessuno la sta a guardare. In un sondaggio la presenza del proprietario del marchio si percepisce, non ha veramente “lasciato la stanza”. Se si chiede alla gente quello che vuole fare su un sito e lo si confronta con quello che effettivamente fa si hanno mote sorprese, questo è un effetto noto nei test di usabilità: osservare, registrare e poi se necessario chiedere. Mai chiedere prima. Il Web Analytics è ancora una disciplina giovane (anche se promette e mantiene già moltissimo) ma ritengo che nel prossimo futuro potrebbero venire alla luce delle metriche miste (online – off line) per misurare l’effetto del brand in modo più “neutro” rispetto ai sondaggi. Per adesso una metrica che si può considerare abbastanza legata al brand awareness è il traffico diretto e il numero di clienti ricorrenti; ma non sto dicendo niente di nuovo, si tratta della vecchio concetto della fidelizzazione: chi è già cliente conosce il marchio, vi ripone fiducia, ha delle aspettative e ne parla bene con i conoscenti. A seguito di una campagna (intendo nei mesi succedi), si potrebbe misurare per esempio il rapporto fra “returning visitors” e “new visitors”, per vedere se è aumentato, o magari il rapporto fra “traffico diretto” / “motori di ricerca”. Anche le iscrizioni ad una newsletter potrebbero dare un'indicazione utile. |
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| The Following User Says Thank You to mdini For This Useful Post: | Alex (02-03-2009) |
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#12 (permalink) | |
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Junior Member
Data Registrazione: Oct 2008
Messaggi: 9
Thanks: 0
Thanked 0 Times in 0 Posts
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Citazione:
Un marchio/marca ha mediamente una vita ed estensione maggiore nel mondo reale, anzi alcuni prodotti non possono quasi "vivere" online. Comunque il sondaggio può essere anche online. |
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#13 (permalink) | |
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WMF User
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Citazione:
Quindi va bene il sondaggio, va benissimo, e' essenziale per capire dove va il mercato ed il trend, ma poi tutto dipende dal tipo di offerta che si ha. |
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#14 (permalink) | ||
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Administrator
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mdini contributo molto utile
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#15 (permalink) |
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Ciao Alex,
grazie per aver aperto questa discussione. Io uso vari metodi per valutare la visibilità online di un sito (molto utili anche in fase di competitor analisys): 1) analisi della link popularity con Yahoo! (link:www.nomesito.com) 2) ricerca su Google facendo riferimento al nome dell'azienda e non alle keywords sulle quali si lavora (in questafase posso quantificare anche la visibilità visto che posso conoscere page rank ed altre carettiriste dei siti che mi ospitano 3) download: l'interesse per un certo argomento può essere misurato anche grazie ai download efettuati. Esempio: voglio sapere se interessa di più il baobao o il miele di manuka ed allora metto online (lo stesso giorno) due e-book sugli stessi prodotti per lo stesso lasso di tempo. 4) Molto web Analytics puntando soprattutto (solo?) all'analisi del traffico proveniente da motori per valutare il reale interesse del navigatore per un prodotto o considerando tutto il traffico in ingresso per valutare l'efficacia delle azioni intraprese. 5) Social, community, blog.... Perchè non misurare il numero di amici su facebook, post e commenti su blog ecc. In pratica, se e quanto risponde il mio pubblico agli stimoli ricevuti? Qualche tempo fa, peraltro, riflettevo sulle statistiche di un mio sito. Molti accessi avvengono grazie alla chiave danilo chiantia. Un risultato positivo o negativo? Trattandosi del sito in cui mi presento è un successo. Inoltre, è la dimostrazione che sto lavorando bene a livello di brand: la gente va su Google sapendo già da chi vuol arrivare. Pertanto, potrebbe essere analizzato grazie alle statistiche il numero di accessi ottenuti grazie a ricerche in cui la parola chiave è l'url, il nome dell'azienda o professionista ecc. Danilo.
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Danilo Chiantia Web Marketing Specialist |
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| The Following User Says Thank You to Danilo For This Useful Post: | Alex (02-03-2009) |
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#16 (permalink) |
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Administrator
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Danilo sono senza parole
![]() Se sei d'accordo appena possibile raccoglierò i contributi per stilare una lista dei diversi metodi utilizzati...davvero fantastico! Effettivamente (riguardo il punto 2) per misurare la reputazione online non c'è nulla di più utile di Google ![]()
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#17 (permalink) |
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Un metodo (molto semplice) per vedere la forza del "brand" con i classici strumenti di web analytics che abbiamo (tipo Google Analytics) è vedere le ricerche fatte con il nostro brand.
Seguo un negozio e-commerce dall'inizio. Questa azienda ha molto investito per farsi conoscere come brand, tramite forza vendita, pubblicità tradizionale (carta stampata, radio, eventi) e pubblicità online (SEO, SEM, Mail marketing, Social MEdia). E' fantastico vedere l'andamento delle ricerche con il brand nel corso del tempo... via via che il grand si affermava in maniera direttamente proporzionale aumentavano le ricerche con quel brand. ![]() Aumentano anche il NUMERO di parole chiave composte da un termine generico+brand. Questo a dimostrazione del fatto che la gente conosce il marchio e quello che esso offre e sa cosa cercare. |
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| The Following User Says Thank You to luca For This Useful Post: | Danilo (03-03-2009) |
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#18 (permalink) |
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Administrator
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Ottimo Luca ti ringrazio
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#19 (permalink) |
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Personalmente ho notato che i clienti reputano non rilevante il numero di contatti ottenuti tramite da Motori di Ricerca usando il nome dell'azienda.
A quanto pare non è del tutto così. Terrò presente ![]() Danilo.
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Danilo Chiantia Web Marketing Specialist |
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#20 (permalink) | |
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Citazione:
E' l'aumento il vero punto. Se tale numero aumenta ci sarà un motivo no? E quel motivo di chiama Brand Awarness (http://it.wikipedia.org/wiki/Conoscenza_di_marca) |
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| The Following User Says Thank You to luca For This Useful Post: | Danilo (03-03-2009) |
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#21 (permalink) | |
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Citazione:
![]() Grazie mille Luca. Danilo.
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Danilo Chiantia Web Marketing Specialist |
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| Tags: brand, brand awareness, brand marketing, marca, misurare brand, valore brand |
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