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#1 (permalink) |
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WMF User
Data Registrazione: Nov 2008
Messaggi: 200
Thanks: 8
Thanked 14 Times in 9 Posts
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Salve a tutti,
stavo pensando al marketing virale e mi chiedevo alcune cose. il concetto di marketing virale è che si espande a macchia d'olio col passaparola, ma questo passaparola non è casuale ma nasce dal desiderio di condividere con altre persone che possono essere parenti amici o utenti in rete. E' quindi possibile progettare una campagna viral? se si pensa in termini stretti non è possibile perchè essa è basata sugli utenti e se loro non rispondono non ci sono fili da tirare per far ripartire il teatrino. Se la si guarda sotto un'ottica allargata possiamo progettare una campagna che vada incontro ai desideri degli utenti e quindi che noi riteniamo possa essere valida più altri temi che magari sarebbero ignorati. Insomma è più facile che un gruppo di addolescenti sia interessato a dei cellulari che a porte industriali. Ma anche qui non è detto che si possa giostrare come si vuole perchè ci sono i "fattori esterni" che potrebbero compromettere tutto il nostro mega progetto. La domanda finale è: è possibile progrettare una campagna di viral marketing o si possono solo definire delle linee guida da mettere in atto per far scattare il passaparola sperando che tutto funzioni come il film che abbiamo nella nostra testa? PS: anche la storia del frullare un iphone, secondo si poteva immaginare che avesse successo ma non è detto. magari chi guardava il video poteva provare un senso di disprezzo verso chi distrugge un oggetto di valore oppure poteva pensare ad una "solita americanata" Tweet |
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#2 (permalink) |
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Secondo me la risposta è più semplice di quanto si creda: sì, è possibile progettare, basta partire da un presupposto fondamentale, CREARE VALORE.
Nel momento in cui fornisci spunti di qualità la gente ne parla come diretta conseguenza. E' chiaro che non puoi prevedere chi, come e quanto ne parlerà, ma se sei bravo ad attirare l'attenzione SICURAMENTE qualcuno ne parlerà. Insomma, il problema è tutto nell'innescare il meccanismo che trasforma una semplice campagna pubblicitaria in marketing virale. |
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#3 (permalink) |
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Administrator
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Secondo il mio parere va fatta una differenza tra campagna virale e prodotto/servizio virale. Questo perchè sono sempre più convinto che non si tratti della stessa cosa e l'ideale sarebbe coincidessero.
Un prodotto virale per definizione potrebbe non aver neanche bisogno di una campagna. E' tanto mucca viola da far parlare di sè in maniera del tutto naturale... (vedi la apple: pubblicità quasi zero). Una campagna virale necessita quindi di un VIRUS che può essere il prodotto o la campagna stessa. Se è la campagna a dover essere virale deve sicuramente far leva su particolare emozioni. Non esigenze e necessità ma "emozioni". Sono le emozioni che fanno scattare la molla del passa parola virale. Quindi il problema vero è: come genero emozioni? L'emozione può essere generata in vari modi tra cui ad esempio con il "contrasto" come ci insegna l'amico Luca Catania. Sei nella piazza della tua città ed al centro di questa vedi uno seduto al gabinetto che legge il giornale... probabilmente questa scenetta ti divertirà a tal punto che ne parlerai con i tuoi amici (questo era solo un esempio al volo ovviamente....) ![]()
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#4 (permalink) | |
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WMF User
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Citazione:
![]() concordo pienamente con chi mi ha preceduto.. il tutto sta nel trovare quel valore aggiunto che innesca il "virus". Essendo un marketing non convenzionale, deve trovare il percorso giusto e poi sarà esponenziale. Effettivamente se provo a pensare al video del frullatore... non so in quanti ci avrebbero creduto! Ma la cosa importante è trovare il valore aggiunto Poi il bello (ed il brutto) di internet è non avere confini. Se si pubblica qualcosa, non la si può più cancellare ![]() Alex
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| Tags: marketing virale |
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