Spesso le colpe sono dei grossi brand, che non vogliono associarsi a quelli piccoli (temendo, in qualche modo, di "perderci").
Io invece la vedo così: non bisogna temere nessuno se si è consci del proprio
valore e della propria unicità. Anzi, se abbiamo avuto delle "fortune", se siamo arrivati ad essere in qualche modo riconosciuti, è giusto cercare di dare a tutti una opportunità, il "quarto d'ora di celebrità" che Andy Warhol amava ripetere.
Io da anni cerco di offrirlo tramite lo strumento del
guest post, ovvero un articolo pubblicato nel mio blog e scritto da chi vuole "farsi conoscere", da chi magari è bravo e meritevole di attenzione ma (purtroppo) non riesce a farsi notare.
E me ne infischio se chi propone l'articolo è un volto noto, preferendo invece illustri sconosciuti (che però devono essere in grado di produrre articoli di grande qualità).
Insomma, in ultima analisi la logica che applico è quella
win-win, ma non scegliendo le persone in base a quanto sono famose, semmai scegliendole in base al
valore che sono in grado di produrre.
