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#1 (permalink) |
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Administrator
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Il presente feed è stato prelevato da Online Marketing Blog (http://www.online-marketing.it/)
I social network offrono a tutti la possibilità di gestire un numero decisamente alto di contatti. Ma quanti di questi "amici" possono essere realmente definiti tali? Un alto numero di connessioni è infatti possibile solo a discapito del valore delle relazioni. Leggi il blog... Tweet |
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#2 (permalink) |
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Junior Member
Data Registrazione: Aug 2009
Messaggi: 14
Thanks: 10
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"Un più alto numero di connessioni e di amici è quindi possibile solo a discapito del valore di quelle relazioni."
Sono sostanzialmente d'accordo con la conclusione di Flavia Cangini, anche se parlare di "amici" sul web è fuorviante, soprattutto se si è abituati, nel "mondo reale" a dividere gli amici dai semplici conoscenti, con i quali magari si beve qualcosa se capita, si scambiano 2 chiacchiere. Io vedo la sfera delle relazioni 2.0 molto come una estensione delle "conoscenze". Il problema, se di problema si può parlare, è che troppo spesso diamo alle "conoscenze" online molte più informazioni di quante ne daremmo dal vivo, e inoltre non li filtriamo dagli amici reali perché ci fidiamo della buona fede degli altri. Nel mondo reale no, e i conoscenti solo a volte diventano intimi e li annoveriamo nella sferra degli amici ![]() |
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#4 (permalink) |
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Quando gli utenti smettono di essere solo nickname, si è arrivati solo a metà dell'opera.
Condivido pienamente quanto scritto da swanbarese, ma se l'uso dei canali più appropriati per le relazioni, come i social network, non si limitasse al solo "cazzarare", le potenzialità per approfondire una conoscenza e convertirla in una amicizia reale o in una buona collaborazione professionale, non è da escludere a priori. Prendiamo per esempio i vari documenti che i media tradizionali ci mostrano spesso in questi ultimi periodi; vengono evidenziate sempre le stesse cose, come la violazione della privacy e la pericolosità per le donne e i meno giovani. Anche le statistiche e i sondaggi non fanno mai riferimento a risvolti positivi o socialmente utili, non si enfatizza mai la parte professionale che ci gira intorno; ma il tutto è montato in modo da fare notizia e quindi a loro vantaggio. Perchè fra le varie statistiche o gli intervistati, non ci sono mai persone che con il web ci lavorano ? Pensate che sarebbe la stessa cosa ? Il messaggio che arriverebbe nelle case sarebbe uguale ? Per me no, Imho ! ![]() |
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#5 (permalink) |
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Junior Member
Data Registrazione: Sep 2009
Messaggi: 12
Thanks: 0
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Diciamo che il tutto non si può ridurre a relazioni professionali.
Ognuno deve essere libero di utilizzare la rete come meglio crede. Il fatto di essere professionisti non significa che non si possa scherzare o "cazzarare" come dici te. L'argometo della discussione, mi sembra di aver capito che è il valore che viene fuori dalla moltitudine di contatti e se la tendenza ad avere un enorme numero di contatti possa degradre la qualità della relazione. Intanto mettiamoci daccordo. Ste relazioni ci sono? Secondo me si, nel 2.0 appunto come dicevo prima, l'utente partecipa in prima persona e quindi questo lo coinvolge in pieno. Poi se lui vuole avere migliaia di contatti significa che non avrà contatti di qualità. Secondo, sempre il mio punto di vista, è un sistema che si autoregola e che è parallelo... ricordiamoci che internet non è il mondo ma un mezzo attraverso cui si può interagine con il mondo. Perchè ci toglie alcuni sensi e ce ne dona altri. Insomma la stessa relazione viene vissuta differentemente. Non so se avete mai provato la sensazione di parlare con un amico fraterno e di comportarvi diversamente quando quando vi state rapportando con lui attraverso il web. Per quanto riguarda il fattore privacy sono daccordo nel dare agli utenti maggiori informazioni, ma lasciarli liberi di agire comunque... è un problema culturale. Per i media sposo a pieno la tesi di sitiseo. |
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#6 (permalink) |
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Junior Member
Data Registrazione: Aug 2009
Messaggi: 14
Thanks: 10
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Pienamente d'accordo per le relazioni professionali, che sul web possono trasformarsi in collaborazioni anche solide e durature :-)
Addirittura penso che i canali migliori per questo tipo di relazioni non siano i SN professionali (Linkedin, Xing, Viadeo...) ma ben di più un insieme di canali, dal blog al forum, a Friendfeed a, perché no, Facebook e via dicendo. Voi che ne pensate? ![]() |
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#7 (permalink) |
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E' il concetto di Amicizia che non può essere messo in correlazione con quanto avviene in rete !
Per esempio, nel mio caso, gli amici veri, quelli che posso stare anche mesi senza sentirli, però se ricevo una richiesta di aiuto, mollo tutto e parto, e la cosa è reciproca; non usano nemmeno il PC, quindi come lo dovrei calcolare questo valore ? E pur vero che con molti dei contatti che ho in Facebook o simili, non ci scambio quasi mai nulla, ma è anche vero che molti di essi posso seguirli sulle varie tematiche di cui scrivono nel social network; magari se è un professionista di settore e mi limiterei a seguire solo il suo feed, limiterei la mia attenzione solo sul lato professionale, quando magari tramite qualsiasi piattaforma di relazione sociale, avrei l'occasione di confrontarmi con lui anche su questioni di vita quotidiana, e tutto ciò potrebbe far nascere anche un'amicizia; gli interessi comuni favoriscono tutto ciò, o no ? Le relazioni sociali, secondo me non possono misurarsi con un numero, dove un numero alto equivale ad una relazione sociale di basso valore o viceversa; e l'esempio citato sopra ne è la conferma, almeno per quanto mi riguarda, poi la visione può capovolgersi se la questione viene presa in esame da un pensiero contrario; ma il bello della vita è questo, altrimenti sarebbe una noia assurda. |
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#8 (permalink) |
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Junior Member
Data Registrazione: Sep 2009
Messaggi: 12
Thanks: 0
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Le relazioni intraprese on-line possono sicuramente alcune volte diventare amicizia, ma non è la normalità.
Il fatto che i social network propongono un modello alternativo di relazione non significa che si sostituirà agli altri modelli, semplicemente estendono il concetto di relazione e ci danno modo di fare esperienze in modo differente. Secondo me è la parola "valore" che non è appropriata in questo caso, perchè in realtà indicherebbe una quantità che in questo caso dovrebbe esprimere un concetto soggettivo pertanto non misurabile. Forse il termine più esatto è "intensità" della relazione perchè, ad esempio, si potrebbe misurare la frequenza degli scambi di opinioni tra gli utenti. |
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#9 (permalink) |
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Junior Member
Data Registrazione: Aug 2009
Messaggi: 14
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Mh, "valore" come concetto soggettivo che potrebbe trascendere la quantità delle interazioni con uno stesso "contatto", "intensità" invece più un dato quantitativo (tipo, appunto, n° di contatti/n° di messaggi).
Interessante, molto interessante. A questo punto l'unica misurazione è quella della "intensità", che in definitiva esprime giusto l' "impegno" di un utente (quindi non certamente amicizia tout court), senza particolari valenze di carattere sociologico, mi pare. |
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#10 (permalink) |
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Junior Member
Data Registrazione: Sep 2009
Messaggi: 12
Thanks: 0
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Se mettessimo in relazione gli scambi avvenuti tra gli utenti a, b e c in un dato tempo, potremmo verificare se la misura "intensità", oltre a fornirci un dato quantitativo, ci possa indicare anche un dato di carattere qualitativo.
Se è vero che tendenzialmente una persona instaura una relazione più "intensa" con le persone con cui si trova in maggiore affinità. Si potrebbe ipotizzare che la differenza di intensità di relazione tra gli utenti possa indicarci anche in qualche modo la qualità della relazione stessa. Se assimiliamo una relazione di valore ad una relazione con qualità maggiore, potremmo dire che due utenti con una relazione più intensa hanno relazioni di maggior “valore” Pertanto l'aumento del numero delle relazioni non causerebbe il deterioramento della qualità delle stesse ma l'opportunità di trovare relazioni migliori. Che ne pensate? |
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