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Vecchio 19-09-2009, 17:13   #1 (permalink)
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Predefinito Banner in crisi, o forse vogliamo troppo?


Salve,
vorrei proporvi una riflessione sulla quale discutere.
Leggevo alcuni interventi di Davide Pozzi (tagliaerbe) dove si diceva che i banner sono un sistema di monetizzazione morto e sepolto.
Li paragonava ad un metodo vecchio di fare pubblicità ovvero le inserzioni dei giornali, un sistema di fare pubblicità secondo Davide ormai antico.


E' vero che molti siti stanno chiudendo per la mancanza di entrate e non sanno più dove sbattere la testa ma è proprio colpa dei banner?

Non concordo con quanto detto da Davide in quanto se sul web c'è una crisi dei banner, offline non è così.
I quotidiani vendono senza alcun problema i loro spazi e la crisi su quei mezzi non c'è.


--------------------
Secondo me il problema non sono i banner il pallino della conversione.
Come tutti sappiamo con l'adv online si puo' monitorare tutto e quindi se non ci sono conversioni si abbandona la campagna o si abbassa il prezzo.

  1. Ma una persona che vede una pubblicità sul quotidiano va ad acquistare subito il detersivo??! certo che no!
E gli inserzionisti non osano dire <<abbassa il prezzo perchè i lettori non
hanno acquistato un fustino di detersivo>>
Sul web questo invece accade, eccome se accade!


Se X vede che ci sono state poche conversioni abbandona la campagna e se gli gira veramente bene al massimo chiede uno sconto tanto per vedere se la storia cambia...


Conversioni "post-datate"
Alex aveva già aperto un topic dedicato alle conversioni, nella fattispecie si parlava del restante "80%" delle persone che non acquistano il prodotto.
Alcuni utenti avevano intelligentemente sottolineato che molti non convertono subito, quindi conversioni postdatate.

Es.
Gianni vede la pubblicità di una assicurazione, dopo 2 settimane ritorna sul sito dove aveva visto il banner e ci clicca sopra collegandosi al sito.
Una volta ottenute tutte le informazioni si prenderà una settimana di tempo.
Passata questa settimana gianni non si cliccherà più sul banner trovato nel sito ma andrà diretto al sito dell'assicurazione e stipulerà una polizza direttamente dal sito.
Risultato pubblisher: 2 click, 0,24 di guadagno, 0 conversioni.
Risultato inserzionista: 2 click, 0,24 di spesa, 1 conversione. Costo conversione> 0,24 anzichè (ipotesi) 2,24€

Insomma dall'esempio l'affare lo ha fatto l'inserzionista.

--------------------------------
Ci vogliamo guardare intorno per cortesia?!
prendiamo un sito a caso:
http://www.ilgiornale.it

Io in questo momento in cui scrivo vedo:
  • annunci di polizze assicurative
  • annunci immobiliari
  • annunci conti correnti bancari
  • annunci di siti di annunci
  • annunci di email marketing

Detta fra noi... Ma che ce ne frega!!!
Insomma questi sono annunci che non possono portare conversioni immediate e soprattutto hanno un ctr basso!

Magari le conversioni le fanno ma fra 2-3 settimane ma non subito!
Il problema non è il banner ma il prodotto!

-----------
La soluzione?
Secondo me la soluzione sta nella crisi del settore.
Si deve piombare in una crisi nera per uscirne con le idee chiare.
Non si puo' continuare a vendere spazi ad un costo così basso e soprattutto il pay per click non è il futuro.

Con il pay per click ci guadagnano gli inserzionisti e i mediatori e solo raramente chi li pubblica!

Insomma per me bisogna targhetizzare il più possibile (anche per ogni singolo articolo) e soprattutto rivedere i prezzi delle inserzioni, almeno per i siti di grandi dimensioni.


--------------------
Ah però dei click non parli vero?!
i click sono in calo, ma chi ha detto che bisogna per forza cliccare?!

Es (vero). ho appena pubblicato sul uno dei miei siti il banner di uno "sponsor".
Il banner riporta:
Hotel+skipass+scuola sci a XXX€

Insomma c'è tutto! a meno che uno non sia super interessato non cliccherà però il messaggio è arrivato lo stesso!
E poi dicono che i banner sono uno strumento vecchio!




Post topic:
scusate se posso sembrare delirante ma ci sono diversi punti sui quali discutere, io ho espresso quelli che mi sono venuti in mente in questo momento.
Secondo me i banner non sono in crisi, la crisi bisogna cercarla alla fonte!



__________________
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Vecchio 20-09-2009, 11:46   #2 (permalink)
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Predefinito


Gran bel topic

L'offline non è l'online... anche se qualcuno al parlamento crede siano la stessa cosa e scambia i forum e i blog per testate giornalistiche ahahah penosi.

Sai qual è la cosa bella? che volendo è possibile testare l'efficacia di un banner (sto parlando quindi del cr) anche alla seconda/terza/quarta/etc visita dell'utente senza che ci clikki nuovamente.

Ovviamente a chi vende banner questa analisi "spinta" spesso non piace ... e perchè? perchè forse sotto sotto sa che potrebbe avere problemi con i clienti.

Il banner sta morendo? io non credo che il banner stia morendo ma sono convinto che la gente si è rotta le palle... un pò come accade per la pubblicità in tv. La gente è cambiata e non sopporta essere interrotta o distratta da qualcosa che non ha chiesto (vedi ad esempio lo spam per email). Tuttosommato lo dici anche tu:

Citazione:
Ci vogliamo guardare intorno per cortesia?!
prendiamo un sito a caso:
http://www.ilgiornale.it

Io in questo momento in cui scrivo vedo:
  • annunci di polizze assicurative
  • annunci immobiliari
  • annunci conti correnti bancari
  • annunci di siti di annunci
  • annunci di email marketing

Detta fra noi... Ma che ce ne frega!!!
Appunto... che ce ne frega?

A me non frega ed a te non frega ma le impression che produciamo noi qualcuno le paga

Quindi il banner secondo me non è altro che la trasposizione online di qualcosa che già offline era obsoleto.... ma non perchè un banner di suo sia davvero inefficace. La vera questione è un'altra. Il banner spesso non si trova dove è opportuno che stia. Mi spiego...

Il tuo caso è un ottimo esempio di efficacia di banner perchè il tuo sito parla di sci e porca vacca ci hai messo un banner che promuove vacanze sci!

Immagina lo stesso banner messo su un portale generalista..... eppure il banner è lo stesso....

Quindi il discorso riguarda tanti aspetti tra cui:

1. il prodotto (come ben dici). E' chiaro che se il prodotto è una schifezza o è mal presentato non venderà mai neanche con tutta la pubblicità del mondo.

2. il tipo di banner.... ovvio

3. i progetti editoriali.... più è di nicchia l'argomento più è efficace il banner ed in questo caso per efficacia non intendo solo conversioni ma anche brand awareness.

Proprio a proposito del punto 3 nasce adwords/adsense che se ci pensi sono l'evoluzione del banner.... non sei tu che piazzi in un sito di sci un banner di sci.... ma è google che cerca tra i suoi tanti un banner di sci e lo piazza sul sito di sci.

Quindi concludo (e chiedo scusa per le idee disordinate)...

Se un giornale online generalista crede davvero di poter vivere di banner è completamente fuori di testa. Col tempo farà sempre piu la fame fino a quando non svenderà i banner (se già non lo fa) ed alla fine chiuderà battenti.

Sempre che col tempo non apra gli occhi (come ha fatto http://www.repubblica.it) e capisca che è necessario creare modelli di business che offrano maggior valore rispetto ai banner e che di conseguenza facciano guadagnare di più.... il mondo cambia.

Se i giornali offline ancora sopravvivono è merito del fatto che in tantissimi ancora non hanno la più pallida idea di cosa sia il marketing....e figuriamoci il web marketing eheh. Senza contare che moltissimi giornali sopravvivono grazie a finanziamenti pubblici! in sostanza li paghiamo noi!

Quindi tornando al banner. Credo fermamente che su un sito di nicchia pubblicare un banner che tratti lo stesso argomento crea parecchio valore e non sono il termini di conversioni.

Se qualcuno mi chiedesse di pubblicare un banner qui su wmf a "tanto al click" lo manderei a quel paese. Se qualcuno pubblica un banner su wmf sta già comunicando qualcosa... sta comunicando ciò che fa ( e probabilmente anche come lo fa).

Ciao

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Ultima modifica di Alex; 20-09-2009 alle 11:54.
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Vecchio 20-09-2009, 12:26   #3 (permalink)
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Wink Banner evoluti


Il discorso banner si può analizzare in molti modi purtroppo, ma la cosa più interessante è il fatto dei banner evoluti

Es: Quelli che contengono un gratta e vinci o roba tipo domande "vero o falso" convertono di più in termini di CTR, poi magari le commissioni fanno pena

Mentre alcuni, come giustamente avete sottolineato, mettono ormai il numero di telefono, prezzi e indirizzi esposti e magari l'utente non ha bisogno di cliccare

Risultato, il publisher sta li a fare il cretino che fa migliaia di impression e non guadagna

Soluzione: Post Sponsorizzati, roba che io faccio da molto ma sembra che a chi si occupa di web marketing sembri troppo poco etico, oppure CPM

Chi se lo può permettere perchè fa molte impression, fa pagare costo per 1000, ma devi fare almeno 100.000 pageview giornaliere per pensare di guadagnare bene, inoltre devi attrezzarti come minimo con Openx o altri sistemi di gestione delle campagne

Io non so quale sia il futuro, ma di certo la strada non è quella dei banner

Vi mando un bacio immenso!

espertoseo è offline   Rispondi Citando
Vecchio 20-09-2009, 12:42   #4 (permalink)
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Citazione:
Originariamente inviato da Van Basten Visualizza Messaggio
Salve,
vorrei proporvi una riflessione sulla quale discutere.
Leggevo alcuni interventi di Davide Pozzi (tagliaerbe) dove si diceva che i banner sono un sistema di monetizzazione morto e sepolto.
Li paragonava ad un metodo vecchio di fare pubblicità ovvero le inserzioni dei giornali, un sistema di fare pubblicità secondo Davide ormai antico.


E' vero che molti siti stanno chiudendo per la mancanza di entrate e non sanno più dove sbattere la testa ma è proprio colpa dei banner?

Non concordo con quanto detto da Davide in quanto se sul web c'è una crisi dei banner, offline non è così.
I quotidiani vendono senza alcun problema i loro spazi e la crisi su quei mezzi non c'è.
Rispondo solo a questa prima parte, altrimenti rischio di scrivere un libro.

Quando dico il "banner è morto e sepolto" non intendo dire che è già sparito, anzi... son certo che ce lo troveremo fra i piedi ancora per parecchio tempo, ma la discesa verso l'abisso è lenta e inesorabile, e la crisi dello scorso anno gli ha dato la mazzata finale.

Da buon "venditore di pubblicità online" ho visto un 2006-2007 strepitoso, un 2008 critico (e fortunatamente un 2009 in ripresa ), proprio perchè con l'emergere della crisi, oltre ai tagli sulle "campagne banner", certe aziende hanno cambiato modo di promuoversi online.

Principalmente, gli inserzionisti sono andati verso 2 strade:

1) "Progetti speciali": parlo di progetti di comunicazione, progetti dove si mostra il prodotto/servizio dal punto di vista editoriale, minisiti integrati in portali stranoti e dal forte brand.
2) "Social": qui arriva (per me) il mal di fegato : vedo aziende BUTTARE fior di soldi in iniziative "low cost", su Facebook e nella blogosfera, solo per cavalcare la moda del momento ma senza poi essere in grado di MISURARE i risultati.

E queste 2 strade tolgono i soldi dal "budget banner"...

Circa la frase "offline non è così": non hai davvero idea di quante riviste stanno tirando i remi in barca, di quante cercano (non riuscendo) di riciclarsi sul web... ecco come sta andando l'adv, se non te ne fossi accorto: http://www.lucalani.com/wp-content/u...06/mercato.jpg
(e anche questo trend, come quello dei banner, è lento e inesorabile).

Cosa voglio dire? che questi fenomeni non avvengono dall'oggi al domani. Non è chi ti alzi un bel giorno, e trovi i siti senza banner e le edicole vuote. Ma se vuoi campare online nel prossimo decennio, devi saper leggere i segni dei tempi, prima che si siano manifestati. Se navighi a vista può anche andarti bene, ma prima o poi rischi di sbattere contro l'iceberg e vai a picco (anche se magari sei fra quelli che pensano che la propria nave sia inaffondabile...)


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Salve,
I quotidiani vendono senza alcun problema i loro spazi e la crisi su quei mezzi non c'è.
Hai qualche statistica sotto mano a sostegno di quanto affermi?

Lo chiedo perchè praticamente tutte le statistiche che ho letto negli ultimi 3 anni dicono l'esatto opposto. Ad esempio:

Media Dollars Shift to Digital in Downturn

Citazione:
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Come tutti sappiamo con l'adv online si puo' monitorare tutto e quindi se non ci sono conversioni si abbandona la campagna o si abbassa il prezzo.

  1. Ma una persona che vede una pubblicità sul quotidiano va ad acquistare subito il detersivo??! certo che no!
IMHO stai confondendo le campagne di brand awarness con quello di direct response. Il web è il mezzo di direct response per eccellenza. Di quante pubblicità sui giornali si può dire lo stesso? Meno del 10% contiene un metodo di tracciamento per calcolare il ROI della campagna (es. coupon, URL codificati, domini adhoc, numeri verde non istituzionali, etc.).

Uno dei problema dell'offline è il modello di business. Le agenzie pubblicitarie vengono pagate in funzione di quanto il cliente spende per la campagna (solitamente intorno al 10%) e non in funzione di quanto guadagna il cliente. A loro non interessa direttamente che la campagna porti un profitto al cliente, fin tanto che questi pianifica. So per esperienza diretta che alcune aziende si sono affidate a "pubblicitari" del calibro di Oliviero Toscani, per poi ripiegare su altre agenzie meno altisonanti solo perchè queste le garantivano un ritorno di investimento.

Se noti, nel panorama nazionale già da tempo si vedono iniziative come la "Formula ROI Garantito" dell'Ippogrifo. L'obiettivo è ridare fiducia ad un mezzo di promozione che ha perso molto del suo smalto dopo gli investimenti folli degli anni 90.

Citazione:
Originariamente inviato da Van Basten Visualizza Messaggio
E gli inserzionisti non osano dire <<abbassa il prezzo perchè i lettori non
hanno acquistato un fustino di detersivo>>
Sul web questo invece accade, eccome se accade!
Ed esistono ottimi motivi perchè ciò accade. Le statistiche ci dicono che, ad esempio, entro 2 settimane dall'invio di una DEM otterrai l'80% delle vendite (ovvero l'80% di tutte le vendite generate dalla campagna, comprese quelle "postdatate"). Se in una campagna, dopo 2 settimane non hai ottenuto dei risultati accettabili, sai che devi cambiare qualcosa (compreso prezzo, posizionamento, packaging e, a volte, mercato). Offline non c'è altrettanto controllo (es. non si è nemmeno certi del valore effettivo di distribuzione di un quotidiano).

Citazione:
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Se X vede che ci sono state poche conversioni abbandona la campagna
Mi sembra la cosa più sensata da fare. E' inutile continuare ad investire in una campagna che non ottiene risultati.

Citazione:
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Insomma dall'esempio l'affare lo ha fatto l'inserzionista.
E chi avrebbe dovuto farlo? L'inserzionista paga il publisher per ottenere della visibilità. Se il publisher vuole fare più soldi, si metta a vendere polizze direttamente oppure si iscriva ad un programma di affiliazione e passi dal CPC/CPM al CPA/CPL.

Citazione:
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Insomma questi sono annunci che non possono portare conversioni immediate e soprattutto hanno un ctr basso!
In alcuni casi si tratta di campagne di brand awarness (si possono fare anche con i banner e con AdSense se sai quello che stai facendo). Il CTR basso significa ottenere molta visibilità a prezzi irrisori. Vista la quantità e varietà di traffico che visita il sito in questione, lo ritengo un ottimo affare per gli inserzionisti.

Citazione:
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Magari le conversioni le fanno ma fra 2-3 settimane ma non subito!
Il problema non è il banner ma il prodotto![/quote]

IMHO stai prendendo in considerazione così pochi elementi da distorcere quella che è la realtà.

Per prima cosa: campagne direct response e brand awarness, sono cose diverse.
Poi: c'è il banner (e molto dipende dalla qualità del banner), c'è la pagina dell'inserzione, c'è la pagina di destinazione, c'è il budget che hai messo a disposizione, c'è il modello di costo (CPC, CPM, CPL, CPA, etc. etc.).

Ci sono campagne che in CPC generano ottimi profitti ma in CPM sono dei buchi senza fondo. Dire "Il problema non è il banner ma il prodotto" è riduttivo e fuorviante. E' un tentativo di ridurre a due soli elementi un ambiente il cui funzionamento dipende da molte più variabili.

Citazione:
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Non si puo' continuare a vendere spazi ad un costo così basso e soprattutto il pay per click non è il futuro.

Con il pay per click ci guadagnano gli inserzionisti e i mediatori e solo raramente chi li pubblica!
Hai mai sentito parlare di Robin Good? Il suo è un modello di business facilmente riproducibile. Ovviamente ormai si stanno aprendo nuove opportunità, ma resta comunque un ottimo modello da seguire, se non altro per chi è agli inizi.

Citazione:
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Insomma per me bisogna targhetizzare il più possibile (anche per ogni singolo articolo)
E questo cosa centra? Non è mica una novità. E' quello che fanno i migliori publisher per massimizzare il ritorno da AdSense.

Citazione:
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soprattutto rivedere i prezzi delle inserzioni, almeno per i siti di grandi dimensioni.
Se non sei tu a controllare il network di advertising, non puoi "rivedere i prezzi delle inserzioni". E qui entra in gioco un'altro fattore: il costo del sistema di gestione delle inserzioni. Se sei piccolo, devi comunque affidarti ad un'agenzia. Se sei grande, ti crei una società adhoc che ricarica il prezzo delle inserzioni al cliente finale per poi rivenderle al network di siti per cui lavora. E siamo di nuovo d'accapo.

IMHO la tua visione del sistema è un po' distorta e semplicistica.

Citazione:
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i click sono in calo, ma chi ha detto che bisogna per forza cliccare?!

Es (vero). ho appena pubblicato sul uno dei miei siti il banner di uno "sponsor".
Il banner riporta:
Hotel+skipass+scuola sci a XXX€

Insomma c'è tutto! a meno che uno non sia super interessato non cliccherà però il messaggio è arrivato lo stesso!
Mai sentito parlare di CPM?

Tutto questo IMHO ovviamente.

filippo.toso è offline   Rispondi Citando
Vecchio 20-09-2009, 13:03   #6 (permalink)
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Rispondo solo a questa prima parte, altrimenti rischio di scrivere un libro.

Quando dico il "banner è morto e sepolto" non intendo dire che è già sparito, anzi... son certo che ce lo troveremo fra i piedi ancora per parecchio tempo, ma la discesa verso l'abisso è lenta e inesorabile, e la crisi dello scorso anno gli ha dato la mazzata finale.

Da buon "venditore di pubblicità online" ho visto un 2006-2007 strepitoso, un 2008 critico (e fortunatamente un 2009 in ripresa ), proprio perchè con l'emergere della crisi, oltre ai tagli sulle "campagne banner", certe aziende hanno cambiato modo di promuoversi online.

Principalmente, gli inserzionisti sono andati verso 2 strade:

1) "Progetti speciali": parlo di progetti di comunicazione, progetti dove si mostra il prodotto/servizio dal punto di vista editoriale, minisiti integrati in portali stranoti e dal forte brand.
2) "Social": qui arriva (per me) il mal di fegato : vedo aziende BUTTARE fior di soldi in iniziative "low cost", su Facebook e nella blogosfera, solo per cavalcare la moda del momento ma senza poi essere in grado di MISURARE i risultati.

E queste 2 strade tolgono i soldi dal "budget banner"...

Circa la frase "offline non è così": non hai davvero idea di quante riviste stanno tirando i remi in barca, di quante cercano (non riuscendo) di riciclarsi sul web... ecco come sta andando l'adv, se non te ne fossi accorto: http://www.lucalani.com/wp-content/u...06/mercato.jpg
(e anche questo trend, come quello dei banner, è lento e inesorabile).

Cosa voglio dire? che questi fenomeni non avvengono dall'oggi al domani. Non è chi ti alzi un bel giorno, e trovi i siti senza banner e le edicole vuote. Ma se vuoi campare online nel prossimo decennio, devi saper leggere i segni dei tempi, prima che si siano manifestati. Se navighi a vista può anche andarti bene, ma prima o poi rischi di sbattere contro l'iceberg e vai a picco (anche se magari sei fra quelli che pensano che la propria nave sia inaffondabile...)

Scusa Davide, ma siamo in Italia!
Io sguazzo nel settore turismo e sebbene sia uno dei settori più attenti e concorrenziali vedo tanta ignoranza.
Non in senso dispreggiativo ma una pura mancanza di conoscenza.
Ci sono addetti marketing che dopo aver visitato la home del tuo blog o quella di webmarketingforum scappano a gambe levate gridando "Qua siete tutti pazzi".

Ho visto hotel 4 stelle con siti realizzati in frontpage e pagati come un sito in php, questi se iniziano a fare marketing già si trovano persi con un solo banner.


Secondo me il tuo ragionamento è giusto ma solo ad alti livelli, un po' quanto diceva Frankie (un utente del tuo blog) in un articolo che ora non ricordo...
Diceva che la rivoluzione ci sarà quando i grandi entreranno seriamente nel web...

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Scusa Davide, ma siamo in Italia!
Io sguazzo nel settore turismo e sebbene sia uno dei settori più attenti e concorrenziali vedo tanta ignoranza.
Non in senso dispreggiativo ma una pura mancanza di conoscenza.
Ci sono addetti marketing che dopo aver visitato la home del tuo blog o quella di webmarketingforum scappano a gambe levate gridando "Qua siete tutti pazzi".

Ho visto hotel 4 stelle con siti realizzati in frontpage e pagati come un sito in php, questi se iniziano a fare marketing già si trovano persi con un solo banner.

Secondo me il tuo ragionamento è giusto ma solo ad alti livelli, un po' quanto diceva Frankie (un utente del tuo blog) in un articolo che ora non ricordo...
Diceva che la rivoluzione ci sarà quando i grandi entreranno seriamente nel web...
Certo, dipende molto dal settore (io parlo di siti in ambito ICT) e dai numeri (io parlo di siti che fanno milioni di unici al mese e decine di milioni di pagine).

Però è importante seguire i trend, e (come dicevo) anche anticiparli, INVENTARE cose nuove: perchè, invece dei banner, non proponi ai tuoi clienti un concorso a premi? un minisito? un comparatore di prodotti del cliente integrato nel tuo sito? perchè non provi a EVANGELIZZARE spiegando (in parole semplici) che certe cose (=i banner) non portano granchè ed altre (=un concorso a premi dove coinvolgi la tua community) hanno invece dei risultati notevoli?

Alcuni clienti hanno il cervello "spento" e preferiscono parlare di quel poco che capiscono, altri invece hanno bisogno di essere stupiti, di sentire proposte nuove ed accattivanti...


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Salve a tutti

Io personalmente ho letto qualche statistica e molte recensioni e ho cercato di farmi un idea, credo come dice Alex che spesso i banner si trovano nel posto sbagliato e non fanno altro che invadere il visitatore e lo deviano da quello che realmente sta cercando e qui credo che la pubblicità diventi controproducente! Ci insegna Google con Adsense come già abbiamo visto e rivisto, se cerco una macchina per fare il caffè e trovo una pubblicità di macchine per fare il caffè io mi sento soddisfatto, anzi quella pubblicità anche a livello emotivo mi solleva perchè mi ha aiutato! Ma se sono in auto sull'autostrada che me ne frega di vedere il cartello delle macchine per fare il caffè? Assolutamente niente anzi mi distrae!

Per anni la pubblicità ha funzionato in questi termini ma credo che il pubblico si stia evolvendo , ormai la saturazione è tale che trovare quello che cerco nel momento in cui lo cerco è un sollievo, altrimenti può generare solo fastidio!

Il fastido della pubblicità (non ne sono sicuro!) potrebbe anche generare un riflesso negativo sul prodotto?

Il sentirsi invasi di promozioni commerciali potrebbe generare allontanamento degli utenti nei confronti di chi ne usa molta rispetto a chi usa una pubblicità più discreta?

Io personalmente sento che il fenomeno distrazione è molto forte in rete e prediligo quei luoghi dove si lascia spazio al lettore con pubblicità discreta, rispetto a quei siti che ne sono pieni o che addirittura aprono pubblicità in frame ogni volta che si cambia pagina!

Insomma credo che il problema vada affrontato non tanto dal punto di vista del banner ma in quanto all'evoluzione del "pubblico", che oggi fa ricerche sempre più mirate, è sempre più esperto ed in internet cerca un luogo di informazione e condivisione e non un luogo dove essere invasi, anche perchè posso facilmente cambiare pagina!

Credo che per continuare a fare Marketing sempre più redditizio bisogna veramente inquadrare il problema anche da questo punto di vista!

Un salutone a tutti

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Vecchio 20-09-2009, 14:14   #9 (permalink)
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Ciao a tutti,

premetto che sono un "ignorante non addetto ai lavori", ma
ho la mia piccola opinione da blogger che riassume in parte
quello che avete detto:

l'on-line non è l'off-line (come dice Alex)... gli utenti non vogliono
uno scimmiottamento delle testate fisiche ma vogliono qualcosa
che faccia parte del mondo on-line...che ...che "te lo dico a fare"
è fatto di...

"persone vere che si rivolgono a persone vere"...

...corregetemi se sbaglio...

genna78 è offline   Rispondi Citando
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Alex (20-09-2009)
Vecchio 20-09-2009, 17:30   #10 (permalink)
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ragazzi il banner è, e rimarrà ancora a lungo, uno strumento indispensabile nel web marketing.

E' però altrettanto vero che al crescere della varietà e della complessità dei servizi offerti on line ogni giorno si affacciano sul web delle alternative interessanti e particolarmente efficaci.

Dire che il banner è morto è come dire che la pubblicità televisiva non funziona perchè non c'è più Carosello (per i più giovani, Carosello era una trasmissione televisiva della Rai in cui venivano mandate in onda le prime pubblicità).

Il senso di quello che afferma Davide per me è che questa forma di advertising deve essere ripensata per essere sempre più mirata ed efficace (e di qui i volumi necessariamente decrescenti).

Il discorso evangelizzazione è particolarmente duro nel settore turistico perchè i gestori di hotel italiani sono più simili ad artigiani che non a manager. Come sempre avviene in questi casi i più lenti ad adeguarsi saranno tagliati fuori dal mercato.

Ti garantisco però che le cose stanno cambiando e, dopo aver personalmente chiuso progetti da decine di migliaia di euro, lo posso affermare su dati di fatto e non basandomi su impressioni.

L'analisi di Filippo Toso è da manuale, anche se impietosa. Parlare di banner in senso generico ha oggi poco senso.
Il focus deve essere sul modo in cui lo faccio arrivare a chi lo vedrà.
Più è raffinato questo meccanismo, più il banner sarà visto da utenti in target e continuerà quindi a funzionare...
Alla faccia di tutti quelli che lo danno per morto :-)

Gianpaolo

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Gianps è offline   Rispondi Citando
Vecchio 20-09-2009, 19:53   #11 (permalink)
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... e se non muore lo sopprimiamo noi!
Scusate non riesco ad esser serio per più di un'oretta di fila

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Alex è offline   Rispondi Citando
Vecchio 20-09-2009, 23:04   #12 (permalink)
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Non riesco a starvi dietro su tutto, io non sono un esperto dico solo quello che mi sembra di dire, fortunatamente alex deve ancora bannarmi

Sinceramente io non sopporto adsense... mi sa troppo da pubblicità fredda.
Un banner invece è più vivo e trasmette un vero e proprio messaggio, forse questo fa abbassare il ctr ma inganna meno.

L'uso migliore, quando possibile, è sicuramente inserire banner inerenti a siti/prodotti a tema con l'argomento trattato.

Un uso fantastico dei banner lo vedo nei siti di grafica degli states...
http://www.smashingmagazine.com/

Questo sito è uno dei tanti che (un po' come il taglia blog) ha una ottima gestione dei banner.
Io quando visito questi siti finisco col cliccare su 3-4 banner ma non per far spendere soldi all'inserzionista ma perchè sono linkate risorse utili.

Questo sistema è molto efficacie e non puo' estinguersi.



Concordo con Davide che invece bisogna cercare di creare nuovi metodi soprattutto per dare una immagine innovativa che non fa mai male, però ripeto, è sempre più facile vendere banner e link.

Mi spiace dirlo ma ho lavorato in una ditta che faceva solamente gestione adwords. Tutti felici e contenti ma di innovazione non c'era nulla. Se domani adwords chiudesse i battenti sarebbero a piedi.

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Van Basten è offline   Rispondi Citando
Vecchio 21-09-2009, 08:48   #13 (permalink)
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Salve,
Non concordo con quanto detto da Davide in quanto se sul web c'è una crisi dei banner, offline non è così.
I quotidiani vendono senza alcun problema i loro spazi e la crisi su quei mezzi non c'è.
Da dove trai questo dato?
Perchè a me risulta essere esattamente il contrario, per esperienza diretta vedo che sia l'editoria che le agenzie pubblicitarie specializzate nell'adv offline classico sono in crisi.

Alexunicastudio è offline   Rispondi Citando
Vecchio 21-09-2009, 12:12   #14 (permalink)
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adsense... mi sa troppo da pubblicità fredda.
Io trovo adsense di grande valore per un sito di nicchia e molto focalizzato.

Pensa che... quando navigo il MIO sito, mi soffermo spesso sui banner per vedere se c'e' qualche cosa di interessante.

Ciao,
M.

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Vecchio 21-09-2009, 12:32   #15 (permalink)
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Io credo che Adsense sia la migliore pubblicità, quasi sempre in tema con i contenuti, discreta e poco invasiva, anche se per farci dei guadagni diventa molto più difficile rispetto ad altre forme!
E' ideale per i siti con contenuto creato dall'utente e la scelta delle pubblcità viene filtrata direttamente dall'algoritmo di Google...

erostetti è offline   Rispondi Citando
Vecchio 22-09-2009, 00:47   #16 (permalink)
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Mi pare che ci siamo dimenticati del Branding.
La brand awarness ha sempre avuto un valore per le aziende e grandi marchi sono nati negli ultimi 100 anni perché un mucchio di soldi sono stati spesi per portare un marchio davanti agli occhi di tutti. Il riflesso sul venduto di queste campagne era solo indiretto e andava bene a tutti.
Ora ci si aspetta che se si mette un banner questo debba dare risultati diretti, ma è solo un trucco con cui le aziende hanno messo in ginocchio i media chiedendo risultati concreti e istantanei a fronte di operazioni che sono sempre state a lungo e lunghissimo ROI.
Se ancora la gente compra un auto o un detersivo perché viene bombardata di pubblicità in tv e sui giornali, vuol dire che il branding funziona, come 30 anni fa. Funziona meno? può essere, ma funziona!

Ha ragione Alex, i banner andrebbero venduti per lo spazio che occupano e non per i click che generano.
Suvvia, molti di noi, chi più chi meno, hanno una preparazione in PNL e sappiamo che le àncore sono dati di fatto e non cazzate! Se a fianco dei risultati di calcio vedo per mesi tutti i lunedì un bel banner col marchio della Nike, la prossima volta che vado a comprare le scarpe per l'annuale partita "scapoli-ammogliati", trovandomi di fronte alla scelta di vari brand, sarò portato "misteriosamente" a pensare che la nike fa scarpe da calcio migliori degli altri. Chi può tracciare questo acquisto? nessuno, ma è innegabile che l'àncora del branding ha funzionato.
Ora, perché la Nike dovrebbe pagare la Gazzetta solo per quei quattro utenti che hanno cliccato sul banner abboccando all'amo (peraltro, risultato strettamente connesso alla creatività del banner, alla copertura della campagna e a mille altri motivi a carico di Nike)? Per due motivi di base: Nike è furba è la Gazzetta ha sbagliato il listino.

Torniamo indietro di qualche anno, quando le impression dominavano. Chi faceva i soldi aveva siti strutturati, pagava giornalisti, campagne adv, tecnologie assurde (ricordate Vignette?). E tutto per avere un brand, per essere conosciuto e poter vendere i propri spazi (e non i click) a caro prezzo.
Quanti di noi oggi potrebbero metter insieme le risorse per costruire delle realtà così complesse?

Noi del webmarketing oggi facciamo un lavoro molto diverso. Costruiamo micro-realtà artigianali: blog che possono essere realizzati e mantenuti da una persona o poco più.
Non li spingiamo con campagne affisioni, serate nelle discoteche e mercandising. Chi ci metterebbe oggi i soldi per fare tutto ciò? Ma li promuoviamo con strategie accurate di guerrilla marketing, piccoli gioielli di intelligenza e scaltrezza.
Strategie che lentamente ci portano in superficie, primi tra i pari, ma che purtroppo raramente trasformano i nostri siti in brand.

Questo mercato livella le "chance", da a tutti modo di provare la carriera del web-imprenditore senza dover trovare un "Angel" che metta i soldi. Ma siccome siamo tanti e la concorrenza è aggressiva siamo costretti a venderci come prostitute: a prestazione… ovvero a CTR. E chi fa più CTR vince!

Detto questo, e sapendo che i text link generano CTR e i banner generano Brand Awarness, qual'è la scelta migliore per un sito piccolo o medio che vive di CTR? E quale la scelta migliore per un grande sito dal brand riconosciuto che può vende il suo spazio in termini di valore "al centimetro quadrato"?

Non credo che il discorso estetico abbia senso qui, i banner saranno anche più belli dei link ma perché usarli?
Per fare un bel sito credo convenga ancora metterci delle bellissime immagini e non dei banner, che alla fine regalano brand awarness al marchio pubblicizzato e non portano valore a noi, che del traffico sul nostro sito campiamo.

Enrico è offline   Rispondi Citando
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Alex (22-09-2009), Van Basten (27-09-2009)
Vecchio 22-09-2009, 10:08   #17 (permalink)
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Enrico ti quoto! e proprio per questo dicevo:

Citazione:
Se qualcuno mi chiedesse di pubblicare un banner qui su wmf a "tanto al click" lo manderei a quel paese. Se qualcuno pubblica un banner su wmf sta già comunicando qualcosa... sta comunicando ciò che fa ( e probabilmente anche come lo fa).
Questo a proposito di PNL ed "associazione"
Quindi identificando un ruolo al banner ben diverso da quello degli annunci testuali il mercato stesso dei banner potrebbe cambiare... e dedicare i propri sforzi più alla brand awareness che al resto.

Se prendiamo coscienza che il banner serve soprattutto a "fare brand" certamente porremo più attenzione alla grafica ed ai portali dove andiamo a posizionarlo. A quel punto forse avrebbe meno senso anche il link stesso verso il sito ufficiale.

Lo so farnetico... è giusto per chiacchierare

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Alex è offline   Rispondi Citando
Vecchio 22-09-2009, 12:31   #18 (permalink)
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Ricordo che quando ero piccolo, negli anni '70, sui quotidiani, nei due box ai lati della testata, c'erano sempre due brand.
La risoluzione dei rotocalchi di allora e il bianco e nero limitavano un po' le possibilità grafiche. E così i due brand erano "duri e puri", senza headline o body text, al massimo con il loro payoff.
Che fossero "Camomilla Bonomelli" o "Salumi Beretta", "Euchessina" o "Gilette", a me che ero un bambino sembrava importantissimo che quei due marchi fossero là. Insomma, testate come Il Corriere o Repubblica erano citate dagli adulti più di Gesù e degli apostoli e dovevano essere alla stregua di divinità.
E mi chiedevo come la camomilla Bonomelli potesse avere tale importanza, come avesse fatto ad arrivare là! (Ovviamente il concetto di budget mi era ancora ignoto... )

In ogni persona c'è un bambino che associa e associa e associa... Le grandi aziende lo sanno.
Se Adobe vuole pubblicizzare il nuovo Photoshop di certo non paga Google per il CTR che può ottenere. Lo paga, se lo paga, perché grazie a Google può mettere il suo marchio su migliaia di siti che si occupano di grafica, arte e fotografia, associandolo a quello del sito. Il suo marchio a fianco della "testata" che un certo gruppo di navigatori frequenta e riconosce come affidabile (ognuno di noi ha i suoi preferiti: devian art, smashingmagazine, red bubble, ecc.).
E qui stanno i limiti di questo sistema. Adobe "acquisisce" branding e paga CTR. Un po' come comprare una Rolls al prezzo di un paio di tonnellate di ferro.

Ma allo stesso tempo, ci sono anche situazioni diverse. Ci sono i piccoli brand che sostengono di non comprendere il concetto del branding e che temono solo di essere fregati, e quindi vogliono pagare solo per quello che ricevono. Quale misuratore più affidabile (e più inesatto) di questo "do ut des" del CTR? Ah, se però fanno un'affissione il concetto di branding lo comprendono benissimo! Come mai? Solo perché non possono misurare il numero di persone che entra in negozio dopo aver visto il manifesto in piazza? O sono invece in malafede?

Parliamoci chiaro, questo sistema ha dei limiti che andrebbero riconosciuti, e va creato un nuovo modello di vendita spazi. O ne va riscoperto uno vecchio.
Nessuno fa sbaraccare Google, ovvio, ma gli adsense, banner o link, è giusto usarli solo come condimento e non come portata principale perché non ci permetteranno mai di convertire completamente il valore dei nostri siti in denaro.

Una case history per finire.
Ho un amico che ha un sito di astrologia che produce oltre 3000 contatti unici al giorno. Sul suo sito non esiste il CTR, nessuno clicca. La gente entra, legge l'oroscopo e se ne va. Nonostante il traffico considerevole, lui dal sito non guadagna niente!
Come sarebbe diverso se si riconoscesse che quando una persona legge il proprio oroscopo, e con la testa sta sognando di amori, fortuna e avventura è in uno stato mentale perfetto per comunicare col suo bambino interiore!
In questo mondo perfetto un sito che fa sognare la gente e che ha un brand riconosciuto nel settore, fatto di serietà e qualità, avrebbe un valore indiscutibile per la comunicazione.
In questo mondo perfetto gli spazi banner del mio amico sarebbero contesi a suon di quattrini da tutti marchi che si rivolgono ai consumatori col linguaggio dei sogni, sia che si tratti di desiderio, di speranza, di successo, di viaggi o di altro ancora. Da intimissimi ad alpitour, tutti ne avrebbero di che guadagnare.
E il mio amico pure.

Enrico è offline   Rispondi Citando
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manburg6 (22-09-2009), Van Basten (27-09-2009)
Vecchio 22-09-2009, 13:03   #19 (permalink)
Alex
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Nessuno fa sbaraccare Google, ovvio, ma gli adsense, banner o link, è giusto usarli solo come condimento e non come portata principale perché non ci permetteranno mai di convertire completamente il valore dei nostri siti in denaro.
Enrico su questo sono completamente d'accordo con te. Ed a causa di questa tendenza molti ragazzi e professionisti tendono a sottovalutare il valore del proprio progetto editoriale che poi ovviamente si traduce in una scarsa rendita economica.

E' vero, fare brand non vuol dire convertire a breve termine ma vuol dire creare associazioni di idee e comporta spesso un processo lungo e costoso.

Grazie per aver condiviso questi pensieri Enrico ... mi permetti di riflettere ulteriormente

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Alex è offline   Rispondi Citando
Vecchio 22-09-2009, 13:08   #20 (permalink)
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E' po chiaro che, essendo tutto relativo, ci sono portali con enorme traffico che guadagnano bene con adsense. Mi viene in mente l'amico Robin... e credo che anche lui sotto sotto sappia che il suo progetto vale molto di più di quanto fattura con adsense.

Per concludere: non si può (e secondo me non si deve) valutare un sito in base agli introiti di adsense.

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Vecchio 22-09-2009, 13:22   #21 (permalink)
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Esistono agenzie di vendita spazi che sono in grado di dare valore a questo concetto? Agenzie che non ti chiedono solo "quante visite hai?" ma anche "cosa cercano i tuoi visitatori?" e che quindi sanno dare un prezzo alla vera essenza di un sito, anche se di nicchia, anche se non fa milioni di visite?
Oggi internet è fatta più di questi siti di nicchia che non di "portaloni" ed è su questo che google fa soldi, ma gran parte dei siti di nicchia valgono molto più di quanto Google riesca a farli rendere... C'è un margine di valore completamente ignorato.
E le agenzie tradizionali vogliono sbattersi solo a fronte di grossi margini. Certo è bello gestire i banner su 10 siti che fanno 2 milioni di visite al mese, ma là fuori ci sono un milione di siti che fanno 10.000 visite al mese e che per quei 10.000 visitatori sono fonti di sapere e di informazioni, comunità di amici, luoghi di fuga e di lavoro e nessuno sta dando un valore a tutto ciò. Andrebbero raccolti, organizzati, gestiti prima di dare frutti e le agenzie preferiscono ignorarli. Troppo lavoro, troppi rischi e guadagni lontani, all'orizzonte, tutti dispersi nella "coda lunga"... E così "ogni sito per se e adsense per tutti"! Finché la barca va...

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Vecchio 22-09-2009, 14:23   #22 (permalink)
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Quanto hai ragione!!!!

Io di Web Marketing ci capisco poco ma da amministratore di un sito piccolo e molto focalizzato mi sono spesso trovato a desiderare quello che citi.


Ciao,
M.

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Vecchio 23-09-2009, 08:42   #23 (permalink)
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Predefinito sempre sui banner...


I banner servono tendenzialmente per divulgare il brand. E fin li ci siamo...non dovrebbero avere la stessa efficacia in termini di ROI di pubblicizzarsi tramite la rete di ricerca...e anche li ci siamo.

Io penso cmq che molti fanno anche l'errore di "mollare" il cliente troppo presto...ad esempio un cliente che e' atterrato sul mio sito proveniendo da un banner e si e' registrato... mamma mia...questo e' veramente interessato... ora sta a me riuscire a convertirlo in cliente...e questo non vuol dire immediatamente... se il cliente ha accettato bisogna renderlo partecipe con l'invio di newsletter ad esempio... magari anche dopo 6 mesi puo' effettuare l'acquisto...

ragazzi mi ricordo l'esempio di una mia attivita' passata in cui dopo 6 mesi dalla chiusura... mi son ritrovato a controllare la mia vecchia cara email....piena di richieste .... "ti ricordi di me ? c'eravamo sentiti 4 mesi fa riguardo...ora mi interessa, oppure ho un amico che..." e io... tra me e me..."si, si... F....O" ora vieni ?....ormai ho chiuso baracca!

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Vecchio 23-09-2009, 11:10   #24 (permalink)
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Originariamente inviato da Enrico Visualizza Messaggio
Esistono agenzie di vendita spazi che sono in grado di dare valore a questo concetto? Agenzie che non ti chiedono solo "quante visite hai?" ma anche "cosa cercano i tuoi visitatori?" e che quindi sanno dare un prezzo alla vera essenza di un sito, anche se di nicchia, anche se non fa milioni di visite?
Confermo, utenti unici e pagine visualizzate. E' triste, ma non vengono applicate altre metriche, almeno fino ad oggi.

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Originariamente inviato da Enrico Visualizza Messaggio
Oggi internet è fatta più di questi siti di nicchia che non di "portaloni" ed è su questo che google fa soldi, ma gran parte dei siti di nicchia valgono molto più di quanto Google riesca a farli rendere... C'è un margine di valore completamente ignorato.
E le agenzie tradizionali vogliono sbattersi solo a fronte di grossi margini. Certo è bello gestire i banner su 10 siti che fanno 2 milioni di visite al mese, ma là fuori ci sono un milione di siti che fanno 10.000 visite al mese e che per quei 10.000 visitatori sono fonti di sapere e di informazioni, comunità di amici, luoghi di fuga e di lavoro e nessuno sta dando un valore a tutto ciò. Andrebbero raccolti, organizzati, gestiti prima di dare frutti e le agenzie preferiscono ignorarli. Troppo lavoro, troppi rischi e guadagni lontani, all'orizzonte, tutti dispersi nella "coda lunga"... E così "ogni sito per se e adsense per tutti"! Finché la barca va...
All'estero qualche (timido) marketplace ultraverticale c'è. Ma (guardacaso) accettano solo siti/blog in lingua inglese.

In Italia conosco l'ADV Store di alVerde.net, ma purtroppo non ha ancora il successo che meriterebbe.

Di vendere banner direttamente, o non si ha il tempo o si è troppo pigri.

E così si finisce col scegliere la soluzione più "comoda": si copia e incolla il codicillo di AdSense, e ce lo si dimentica... "accontentandosi" (a volte può anche essere un bell'accontentarsi, si intende ) delle puntuali revenue mensili.

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... oggi hai già dato un'occhiata al TagliaBlog?
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Vecchio 27-09-2009, 23:54   #25 (permalink)
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Originariamente inviato da Alex Visualizza Messaggio
Se prendiamo coscienza che il banner serve soprattutto a "fare brand" certamente porremo più attenzione alla grafica ed ai portali dove andiamo a posizionarlo. A quel punto forse avrebbe meno senso anche il link stesso verso il sito ufficiale.

Lo so farnetico... è giusto per chiacchierare
Secondo me un banner fatto bene ma senza link potrebbe portare più visite di un banner con link perchè si scatena il fattore curiosità.
Insomma se vediamo un banner senza link restiamo un po' colpiti e magari vogliamo indagare su chi siano questi misteriosi pazzi che hanno rinunciato ad un bel link collegato al banner.
Ma ritorna il discorso tracciabilità....

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Van Basten è offline   Rispondi Citando
Vecchio 28-09-2009, 00:03   #26 (permalink)
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Citazione:
Originariamente inviato da Tagliaerbe Visualizza Messaggio
In Italia conosco l'ADV Store di alVerde.net, ma purtroppo non ha ancora il successo che meriterebbe.

Di vendere banner direttamente, o non si ha il tempo o si è troppo pigri.

E così si finisce col scegliere la soluzione più "comoda": si copia e incolla il codicillo di AdSense, e ce lo si dimentica... "accontentandosi" (a volte può anche essere un bell'accontentarsi, si intende ) delle puntuali revenue mensili.
Ecco Davide, questo è quello che intendevo tirar fuori con il mio post!
Adsense ha reso ancora più pigra la gente.
Insomma quando vedono i soldi entrare grazie ad adwords sono tutti contenti e non pensano che se fra un mese adwords sparisce o crolla il suo successo si ritrovano al punto di partenza ovvero non sapere più come farsi pubblicità e vendere i prodotti.

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Vecchio 28-09-2009, 00:05   #27 (permalink)
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Sono in calo ma la domanda è ancora alta, prima di trovare spazi vuoti sul sole24ore o repubblica ce ne vuole. Invece su internet ho visto anche sito abbastanza importanti non saper più dove sbattere la testa.

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Vecchio 02-08-2010, 08:15   #28 (permalink)
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penso che nella discussione non sia stato toccato un tasto importante... da qualche anno a questa parte esistono agenzie specializzate nel retargeting comportamentale..
presente quando andate in un sito a cercare qualcosa, uscite senza comprarlo, e poi vedete il banner di quel prodotto dovunque?? ecco, quello!
con questo nuovo sistema di banneristica estremamente specifico e personalizzato i banners finalmente tornano a vivere, ed a portare ottimi risultati anche in termini di conversioni!
Eccezion fatta per l'Italia (che ovviamente e' sempre il fanalino di coda), in europa il CR di questi banner supera mediamente il 4%... mica male eh?

Insomma, per me i banners sono tutt'altro che morti..

Giovanni Gardelli è offline   Rispondi Citando
Vecchio 02-08-2010, 11:40   #29 (permalink)
Alex
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Grazie Giovanni, grande aggiornamento... se ti va di approfondire apri un topic apposta

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Alex è offline   Rispondi Citando
Vecchio 21-09-2010, 13:51   #30 (permalink)
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chi sa che fine farà il banner, anche io credo che non smetterà subito..

certo io mi preoccuperei anche del fatto che FF ha adblock plus, anche chrome ha la sua estensione...e gli utenti non caricano proprio il banner, facendo perdere impression al sito.
Ho trovato alcuni siti che mi comunicavano con un pop-up che avevo adblock plus installato e che loro guadagnavano solo con la pubblicità....
sicuramente questo è un fattore da tenere in considerazione.

Conviene forse cominciare a fare una pubblicità più interattiva? che coinvolga l'utente seriamente? che lo evangelizzi? che lo porti a parlare di quel brand? ci sono persone che usano i brand da anni, ne parlano con gli amici, fanno conversazioni...ma solo offline!

questi opinion leader se attentamente colti potrebbero rendere moltissimo in termini di ritorno sulle relazioni (ROR - return on relation)

Forse il banner non è morto, ma sta lentamente perdendo efficacia..

angmail è offline   Rispondi Citando
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