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Facebook: tutto molto bello ma ha un limite.

Questa discussione si intitola Facebook: tutto molto bello ma ha un limite. nella sezione FaceBook for Newbies ;-), appartenente alla categoria Facebook per il Web Marketing; Non so perché, ma c'è qualcosa che mi ronza nella testa, vorrei fissarla, ma non riesco. Come se mi sfuggisse ...

  1. #31
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    Non so perché, ma c'è qualcosa che mi ronza nella testa, vorrei fissarla, ma non riesco. Come se mi sfuggisse un aspetto importante che non riesco a cogliere...

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  3. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da fradefra Visualizza Messaggio
    Come se mi sfuggisse un aspetto importante che non riesco a cogliere...
    Io ne vedo uno che ancora non mi sembra sia stato menzionato.

    [OT]Bellissimi interventi, questo forum ha una platea veramente ricca.[/OT]

    Quoto quindi moltissime cose già* dette.

    Ma forse una cosa andrebbe accennata, fermi restando i rischi di dispersione e bassa tendenza alla conversione dei social su cui ha aperto il dibattito Alex - cui aggiungerei velocemente FriendFeed che ormai sta mettendo su un bel 'polo' di utilizzatori.

    I social sono dispersivi? Si.
    L'aumento degli utilizzatori e l'incremento dei contatti aumenta la dispersione - e quindi vanifica parte degli sforzi promozionali che possiamo investire su questi social? Si.

    Perfetto. Ma queste piattaforme facilitano e velocizzano l'atto della condivisione molto più di - direi - qualsiasi altro strumento tradizionale (rimanendo all'online, ovviamente).

    Basta un click del mouse.

    Su Facebook o su Twitter abbiamo la possibilità* di arrivare lontanissimi, volendo.

    A quel punto per ogni contatto che ci retwitta e/o condivide o commenta su Facebook (e ancora meglio lo vedi su FF) acquistiamo una fetta di visibilità* preziosa... insostituibile rispetto a qualsiasi strategia, che pure si può opportunamente valutare.

    Il 'passaparola' è quello cui ambire: magari i miei 3000 followers non leggeranno il mio tweet e/o non seguiranno il link che propongo: ma se qualcuno di questi invece lo fa?
    E se trova utile-divertente-gratificante partecipare al mio 'messaggio'?
    Quanti x mila potenziali nuovi followers-contatti sono chiamati in causa?

    Non so chi ha già* detto su questo forum il fatto che le notizie vere non hanno bisogno di promozione... beh, rapportato ai messaggi sui social, direi che a volte - anche nel caos e nella dispersione - i contenuti che hanno qualche valore possono trovare 'da soli' il loro spazio utile, anche al di là* dei nostri più prossimi amici-contatti-followers.

    Tutto quello che avete detto è verissimo: occorre targhetizzare, selezionare le informazioni, studiare ritmi e tempistiche di utilizzo.
    Ma non dimentichiamoci che sui social sono gli utilizzatori che letteralmente creano e usufruiscono del 'messaggio', inventando e costruendo il 'media'.
    Se si vuolo, quindi, per una sorta di teoria del caos, la 'fortuna' di un tweet o di uno share su FB o su FF può essere molto indipendente dalle strategie seguite e dalla rete di partenza: potenzialmente potrebbe passare un big-user e 'donare' al nostro tweet quei 15 minuti di gloria sufficienti per restituirci in toto i nostri sforzi - che altrimenti potrebbero sembrare sprecati.

    Ma non serve nemmeno il re-twit del super-twittatore: molto meglio 100 piccoli-medi twitterers, probabilmente.

    Insomma, l'annotazione che volevo fare è che è assolutamente vero che i social bruciano moltissimi contenuti disperdendoli in reti di contatto dove i flussi delle informazioni viaggiano a velocità* sempre maggiori.... ma con la stessa velocità* e per la stessa teoria 'dispersiva' possiamo invece ambire a risultati altrimenti irragiungibili attraverso gli strumenti normalmente in uso tra gli internet marketers.

    Occorro calibrare gli sforzi, certamente: ma la targhetizzazione non può essere spinta oltre una certa 'ragionevole soglia'.
    Perchè paradossalmente dalla dispersione - quando raggiungiamo punti periferici o del tutto avulsi dal nostro contesto di relazione quotidiano - si può anche ottenere dosi di visibilità* che semplicemente non sospettiamo, cui non potremmo ambire se vogliamo per forza 'confinare' i nostri messaggi nella cerchia dei nostri contatti più stretti e 'affini'.

    Non potresti riuscirci comunque: puoi anche rendere privati i tweet se vuoi, fare gruppi esclusivi su FB.
    Ma altri, nel frattempo, saranno 'socievolmente' impegnati a scambiarsi bilioni di imput: quanto investire e fino a che punto farvi affidamento è un discorso che assolutamente è sacrosanto (e bravo Alex che pone il problema), ma la natura di quelle piattaforme è proprio il rimpallo del messaggio individuale all'interno di piazze aperte ad un pubblico necessariamente larghissimo.

    Forse torneranno di moda i pubblicitari geniali (se ci sono o se sono mai esistiti), a scapito degli spammer 'da social'?

    Spero e credo di sì.
    ------ SeoGuru.it

  4. #33
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    Il tuo discorso non fa una piega e lo sai quanto mi sbatto io sul discorso del creare qualcosa di cui valga la pena parlare ma il problema che mi pongo io è un altro.....

    Citazione Originariamente Scritto da seoguru Visualizza Messaggio
    Tutto quello che avete detto è verissimo: occorre targhetizzare, selezionare le informazioni, studiare ritmi e tempistiche di utilizzo.
    Ma non dimentichiamoci che sui social sono gli utilizzatori che letteralmente creano e usufruiscono del 'messaggio', inventando e costruendo il 'media'.
    Se si vuolo, quindi, per una sorta di teoria del caos, la 'fortuna' di un tweet o di uno share su FB o su FF può essere molto indipendente dalle strategie seguite e dalla rete di partenza: potenzialmente potrebbe passare un big-user e 'donare' al nostro tweet quei 15 minuti di gloria sufficienti per restituirci in toto i nostri sforzi - che altrimenti potrebbero sembrare sprecati.

    Ma non serve nemmeno il re-twit del super-twittatore: molto meglio 100 piccoli-medi twitterers, probabilmente.
    .... anche quando crei qualcosa di cui valga la pena parlare oggi può godere secondo me di una diffusione potenzialmente maggiore rispetto a domani quando anche i piccoli twitterers in maniera naturale conteranno un numero maggiore di connessioni e sarà* più facile che a chiunque sfugga anche quella notizia di cui vale la pena parlare. Quindi in questo topic non discuto sulla bonta e qualità* dei contenuti ma sui numeri....

    ....su come i numeri col tempo possano modificare le dinamiche anche a parità* di qualità* dei contenuti.
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  5. #34
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    Non dipende da quanti amici hai tu, bensì da quanti amici hanno i tuoi amici!!!

    Infatti, se tu hai 4000 amici, ovviamente vedrai il tuo annuncio scomparire velocemente, proprio perchè hai 4000 amici. Ma se ognuno dei 4000 amici ha solo 100 amici, il discorso cambia. Infatti il tuo messaggio verrà* visualizzato per molto più tempo dal tuo amico!

    Quindi o che hai 10 o 100 o 10000 amici non cambia niente, dipende da quanti amici hanno loro!

  6. #35
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    Ma hai letto attentamente quello che ho scritto? Ho usato la prima persona solo per render l'idea.. In altre parole mi sono messo nei panni dell'amico e quindi stiamo dicendo la stessa cosa.
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  7. #36
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    Ah scusa All'1:06 non ero molto molto lucido

  8. #37
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    Io vorrei dire una cosa... c'e' un altro fattore che secondo me rovina di brutto lo streaming di facebook ed è in buona sostanza la pubblicazione nello stesso di informazioni completamente irrilevanti... che non sono state pubblicate secondo una precisa volontà* della persona ma per i quali il permesso è stato estorto attraverso qualche trucchettino di psico-marketing.

    Per intenderci non sto parlando di un mio amico che condivide un video che lui ritiene interessante sulla vita di Gandhi ma di tutte quelle informazioni stile "Il tuo amico ha giocato a colpi di fulmine" oppure "il tuo amico flirta con xxx" "il tuo amico ha fatto l'orticello virtuale etc... finchè ci saranno sempre piu' queste cose la visibilità* sullo streaming sarà* sempre bassissima e alla lunga questo concetto di visibilità* andrà* sempre piu' a morire (tranne per quelli che si mettono li e postano postano postano postano, sempre omnipresenti...ne ho qualcuno fra i miei contatti ... sempre gli stessi)...

    Alla fine non è questione tanto del numero di amici/contatti che si hanno perchè sicuramente 1 contatto che si occupa di webmarketing che spamma dalla mattina alla sera occupa piu' spazio/tempo nello streaming che 100 persone "normali"...

    I nostri amici/contatti non si comportano esattamente come altre categorie di persone... utilizzano piu' massicciamente lo streaming e per questo possiamo avere una impressione di overload... ma in ogni caso.... "il pienone" ci sarà* inevitabilmente per tutti i tipi di profilo.

  9. #38
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    Considera che da questo post sono state tante le novità* nello streaming... e sono tanti i fattori che incidono sullo streming delle notizie più popolari (per le recenti... solo ordine cornologico).
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  10. #39
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    Ciao Ale... ad esempio ? numero di "mi piace" numero di "commenti" etc oppure pensi che già* ci sia una considerazione dell' "autorevolezza" del profilo ?

  11. #40
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    Sicuramente tutte le "interazioni col contenuto" + "la rilevanza in base agli INTERESSI" + la frequenza di interazione con determinate reti e persone (quelle con cui interagisci di piu).
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  12. The Following User Says Thank You to Alex For This Useful Post:

    skerozzo (15-06-2010)

 

 
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