Tratto da: Idee di Web Marketing per il 2010 PDF
2. SEO … relazionale (permettimi il termine )
Ho trovato questa immagine qui: http://www.seomoz.org/blog/8-predict...or-seo-in-2010 .
Leggilo perché è interessante ma non è di questo che ti voglio parlare. Vorrei parlare solo di questa simpatica immagine ed aggiungerci qualcosa.
Non sto qui a ripeterti la solita storia dell’importanza dei link perché la sai già* (se di seo non sai nulla comincia leggendo qualche guida gratuita oppure qualche libro e subito dopo comincia a sperimentare).
Quello su cui voglio ragionare con te è la fonte dei link.
L’unica immagine che mi viene in mente rielaborando quella qui sopra è questa:
I link sono sempre stati importantissimi nella valutazione del peso dei siti ai fini del posizionamento e credo continueranno ad esserlo. Ciò che credo stia velocemente cambiando è l’importanza attribuita alle diverse fonti.
Avantieri
Avantieri i link erano importanti come lo sono oggi. Avantieri però Google misurava il “valore” dei link valutando l’importanza ed autorevolezza della fonte (in realtà* anche oggi) … quindi in altre parole il “sito” dal quale i link provenivano. Ieri non esistevano tutti i siti che esistono oggi. Ancora prima non esistevano neanche tanti blog e forum come li conosciamo oggi. Di conseguenza ottenevano maggior peso i link provenienti da siti importanti, siti istituzionali, siti universalmente ritenuti “affidabili”.
Ti dice niente questo:?
E via! Tutti a cercare link dai siti importanti.
Ieri
Col tempo sono nati i Forum, i blog (ed altri siti UGC - User Generated Content)… un oceano di forum e blog! A questo punto Google compie il primo passo verso l’attribuzione di peso alle “opinioni della gente”.
Da un lato non poteva fare altro (i link sui siti affidabili stavano diventano troppi ed i webmaster si erano ben organizzati per manipolarne gli effetti) dall’altro ha compreso l’importanza della “conversazione” nella valutazione del peso dei siti “citati”.
Pensaci un attimo … per quale strano motivo il sito di un hotel di Roma dovrebbe esser posizionato meglio di un suo concorrente?
Quando pensi alla risposta tieni presente che l’obiettivo di Google è fornire agli utenti i risultati di maggior “valore” per primi.
Quale sito sarà* quindi meglio posizionato se non quello che i clienti (utenti) stessi hanno inconsapevolmente posizionato!?!?
Google si muove ancora in questa direzione ed il Taglia ne parla in un recente post.
Dopo qualche tempo ci si è accorti che anche le citazioni ed i contenuti generati dagli utenti potevano essere facilmente manipolati ad arte (dai furbacchioni che sanno come funziona) al fine di facilitare il buon posizionamento dei siti.
Oggi/Domani
La questione si complica (per chi ama la “raccolta” dei link) perché google sa che il metodo migliore per misurare l’importanza dei link, ed arginare il fenomeno dello spam, o se vogliamo dei link inseriti qui e li ad arte, è analizzare direttamente il comportamento delle persone (vedi web marketing relazionale) invece di analizzare il sito “complessivamente”.
L’attenzione si sposta quindi dai “siti” come principale fonte di link ai “singoli profili” interni ai siti stessi.
In altre parole Google sa che il metodo migliore per attribuire importanza a dei link postati da qualcuno è “ascoltare” ciò che dicono gli altri di questo link e di chi lo ha postato.
Quindi se prima Google in qualche modo misurava l’autorevolezza dei siti oggi cerca di misurare l’autorevolezza delle persone ed utilizza questo valore per misurare indirettamente il peso dei link segnalati dalle persone stesse.
Vuol dire che se apro un bel profilo su twitter e facebook e sparo i miei bei link il mio sito sale di posizioni? OVVIAMENTE NO … la fai troppo facile
L’importanza attribuita ai link che posti sui tuoi profili non dipende da te (o almeno non direttamente) ma dipende da quanto gli altri giudicano autorevole, importante, di valore, o anche semplicemente divertente ciò che scrivi in genere = Sono Gli altri che determinano l’autorevolezza del tuo profilo e di conseguenza il peso delle tue citazioni.
Guarda l’esempio qui sopra. In questo esempio ho postato sul mio profilo Twitter (se non sai nulla di twitter scarica la guida di Giorgio) un link ad un articolo che ritengo molto interessante invitando i miei contatti a leggerlo ed eventualmente condividerlo.
Alcuni di loro hanno letto l’articolo ed hanno ritenuto utile condividerlo (Retwittarlo) a loro volta.
Cosa è successo quindi? In ogni singolo Retwitt (che è comunque 1 singola pagina web) sono presenti due link:
1. @Alesportelli. Questo è il link diretto al mio profilo Twitter.
2. http://bit.ly/6R3mHC . Questo è il link alla risorsa esterna da me segnalata.
Come potrebbe interpretare Google questo twitt? Esattamente come lo interpretano tutti e cioè tradotto più o meno in questo modo: “Ciao Frank, guarda che Alesportelli ha postato un link interessante che riguarda la SEO, leggilo.”
Questo del mio profilo è solo un esempio di ciò che hai sotto gli occhi praticamente ogni giorno. Cosa accade quindi con il Retwitt? Accade che chi retwitta, spesso (come in questo caso) esprime apprezzamento per la risorsa postata (link) e per chi l’ha postata (Alesportelli). Quindi chi retwitta comunica che Alesportelli oltre a migliaia di cazzate ogni tanto posta qualcosa di utile.
Quindi i retwitt condizionano l’autorevolezza ( o se vuoi la reputazione) di un profilo e di conseguenza il peso dei link postati. Ma, al contrario, l’autorevolezza di un profilo non dipende solo dai retwitt o dalle altre citazioni del profilo (vedi followfriday).
L’autorevolezza di un profilo dipende anche dai link al profilo provenienti da risorse esterne a twitter, dai followers (che sono comunque link interni) e dalle liste.
Volendo quindi lavorare sull’autorevolezza dei profili, e di conseguenza sul peso dei link postati verso risorse esterne, è necessario SBATTERSI, ed anche in questo caso la parola d’ordine è offrire valore.
C’è da aggiungere che secondo me è più facile diventare autorevoli su twitter quando lo si è già* all’esterno di twitter ... Capirai che scoperta! Si lo so, è banale ma ho come la sensazione che a molti non sia chiaro … specie a quelle aziende e professionisti a cui si promettono notorietà* e popolarità* come fossero noccioline… vai su twitter e diventerai famoso … si certo, ed io sono babbo natale.
Qualche idea al volo su come rendere autorevole un profilo twitter:
Followers (quantità* ed autorevolezza). Il modo più semplice per creare una lista di followers di QUALITA’ è non fare niente direttamente ma solo indirettamente … in altre parole linka il tuo profilo dal tuo blog dove già* offri valore ed informazioni utili, linkalo nelle tue email e nei tuoi ebook. In questo modo chi deciderà* di seguirti lo farà* perché ti ritiene davvero una risorsa interessante.
Un altro modo per incrementare il numero dei tuoi followers sono i Retwitt. Quando dai qualcosa di utile ai tuoi amici questi probabilmente retwitteranno ciò che scrivi ed in un certo senso ti stanno raccomandando ai loro followers.
Seguire qualcuno al solo scopo di innescare il principio di reciprocità* secondo il quale questo si sentirà* obbligato a seguire te è una CAZZATA almeno per due motivi: 1. Se funziona questa persona sarà* tra i tuoi followers ma probabilmente non sa chi sei e non è interessata a ciò che fai e dici e forse dopo poco smetterà* di seguirti. 2. Chi usa twitter da un po’ di tempo ne conosce bene le dinamiche.
Liste dei followers. La presenza del tuo profilo in alcune liste prova il fatto che qualcuno è effettivamente interessato a ciò che dici tanto che, per evitare di perdere i tuoi twitt nel mare generale, ha preferito “catalogare” il tuo profilo tra quelli che ritiene utili per un determinato argomento. Capisci subito che chi fa spesa grassa di followers con metodi semiautomatici difficilmente sarà* listato. Chissà* se Google ne terrà* conto? Tu che dici?
Come fare ad essere listati? Dai Valore!
Retwitt/Citazioni. Ne ho già* parlato ed il discorso è sempre il solito. Crea una lista di followers e dai valore. Scrivi cose utili, linka risorse utili, condividi, sii divertente, sii naturale come al bar con gli amici.
Link da risorse esterne. I link sono pur sempre linke dei buoni link che puntano al tuo profilo ne possono condizionare il peso sia in termini di autorevolezza sia in termini di posizionamento dei tuoi twitt in serp. Le risorse esterne possono essere i tuoi siti, blog, forum, le firme nei tuoi commenti … etc. Mettici un po’ di creatività*.
Link Building… che lavoraccio!
Abbiamo osservato quindi in qualche riga come da ieri ad oggi sono aumentate le tipologie di fonti dalle quali possono provenire citazioni e link che puntano al nostro sito e come questo può condizionare il lavoro del SEO.
Se prima tutto il peso gravava sulle fonti autorevoli, man mano si è andato spalmando sulle singole persone (profili) passando per i siti di UGC.
Quindi oggi una buona strategia di link building (N.B. dipende comunque dal settore e dal progetto) deve considerare tutte le diverse fonti:
Non so dirti in che misura ogni singola tipologia influisca effettivamente sul risultato in termini di posizionamento. Deduco però che col tempo i link “dai profili personali” potranno godere di sempre maggior considerazione anche perché, come ho già* detto, l’autorevolezza è un elemento molto più difficile (purtroppo non impossibile) da manipolare ad arte rispetto al “piazzamento” dei link.
Credo che mai come oggi (e domani) il link building rappresenta una strategia a medio/lungo termine più orientata al marketing ed alla reputazione e meno attenta alla semplice raccolta di link.
Quindi… SEO Relazionale?
Forse ora il termine “seo relazionale” comincia a prender forma e sapore. Ho detto che alle tradizionali fonti di link si sono aggiunti i profili personali dei social. Ho detto anche che il peso dei link postati sui social dipende dall’autorevolezza di chi li posta. L’autorevolezza va guadagnata ed è determinata dalle azioni degli altri. Come si fa ad innescare tutto ciò se non tramite le “relazioni”?
Forse sto per scrivere una cosa forte ma la scrivo lo stesso . Credo che col tempo chi non si relazionerà* o avrà* difficoltà* a farlo online (parlo di persone ed anche aziende) potrà* non godere di importanti benefici anche in termini di posizionamento sui motori di ricerca (ed ovviamente tanti altri…).
Il contenuto non è più il Re. Il contenuto è solo un “risultato”, uno strumento ma non il Re.
Il Posizionamento ad un livello superiore è una conseguenza indiretta
di relazioni, servizi e prodotti di valore.


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) … quindi in altre parole il “sito” dal quale i link provenivano. Ieri non esistevano tutti i siti che esistono oggi. Ancora prima non esistevano neanche tanti blog e forum come li conosciamo oggi. Di conseguenza ottenevano maggior peso i link provenienti da siti importanti, siti istituzionali, siti universalmente ritenuti “affidabili”.
?
Rispondi Citando

diciamo che sono partito dal posizionamento per atterrare altrove e questo credo sia abbastanza evidente 


