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#1 (permalink) |
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Junior Member
Data Registrazione: Apr 2010
Messaggi: 2
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Ciao a tutti!!
Volevo chiederVi quali pensate che siano i punti di debolezza del web marketing? Come mai talvolta campagne studiate nei minimi dettagli nel web non hanno successo? Forse l'immensa mole di informazioni presenti sul web a volte disorienta gli utenti? Tweet |
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#2 (permalink) |
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Administrator
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Ciao Martina, cosa intendi per "campagne studiate nei minimi dettagli" ?
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#3 (permalink) |
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Junior Member
Data Registrazione: Apr 2010
Messaggi: 2
Thanks: 0
Thanked 0 Times in 0 Posts
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Premettendo che sono una studentessa...e che il mio approccio al web marketing è "accademico", mi riferisco a campagne ben pianificate, per le quali viene identificato il segmento di mercato che interessa raggiungere dopo attente ricerche, si individuano le esigenze dei clienti e si propone il proprio prodotto/servizio sul web. Ma da quanto ho letto sino ad ora spesso tali campagne non hanno i risultati sperati. Specialmente la fase di comunicazione sembra che a volte vacilli.
Tu che ne pensi? Grazie in anticipo |
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#4 (permalink) |
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Administrator
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Ovviamente rimango nel generico anche io e ti dico che non sono d'accordo con l'affermazione che spesso le campagne ben pianificate non funzionino anzi credo che quelle pianificate funzionano.... il vero problema è che pochissimi pianificano
![]() Detto ciò aggiungo che i punti di debolezza oggi come oggi secondo me potrebbero essere 2. 1. L'ascolto. Molte aziende ancora non ascoltano e non cercano di relazionarsi direttamente con i clienti (ed oggi potrebbero ad esempio con facebook ed altri). CHi non ascolta sta li a farsi le migliori seghe mentali sull'analisi del target e del segmento per capire cosa desiderano i clienti quando farebbero prima a chiederlo direttamente. Purtroppo però le vecchie ed obsolete abitudini sono dure a morire specie per chi lavora da 50 anni sempre allo stesso modo (e speriamo vada in pensione presto). 2. La misurazione. Io stesso prima credevo che online fosse tutto precisamente misurabile. Più passa il tempo e più mi convinco del contrario e detto tra noi la cosa non mi fa di certo stare più sereno (preferivo "il controllo"). Il controllo in realtà oggi più che mai online diventa sempre più difficile. Le conversioni che crediamo tracciare con estrema precisione e di cui siamo certi in realtà non rappresenteranno mai la realtà... certo è un buon metodo per analizzare l'andamento di una campagna... ma non è la realtà. Uno dei motivi che incide fortemente sull'analisi del web marketing è la fusione tra offline ed online, anche grazie ai social network e non solo. Immagina una scenetta: Io vedo su facebook che un tizio a cui sono connesso parla bene di un certo netbook. La sera vado a prendere l'aperitivo col mio amico Pino al solito bar e mi salta in mente di chiedere a Pino cosa ne pensa del netbook tizio. Pino dice che un suo amico ne parlava così e così su twitter e quindi non saprerbbe dirmi altro.... Il giorno dopo vado su google e cerco il netbook tizio e trovo un ecommerce che lo vende. Guarda caso nella scheda prodotto vedo che è stato espresso gradimento (mi piace) da 7 dei miei amici di facebook! Allora lascio il sito e vado su facebook chiedendo parere a questi 7 e scopro che due di questi l'hanno comprato li. Mmmmm quasi quasi lo compro. (è solo un esempio) Ecco, come la misuri questa conversione? Il problema quindi non è a valle ma a monte. Ancora prima di misurare devo pormi il problema di capire un pò meglio cosa accade nella porzione di web che mi interessa (che non è rappresentata solo dal mio sito), e come le persone comunicano tra loro e come potenzialmente si influenzano nelle decisioni d'acquisto. Capito questo potrò relazionarmi con i miei clienti ed influire io stesso sulle loro scelte per mezzo della semplice relazione che si instaura spesso tra venditore e cliente (OFFLINE).... un pò come accade col panettiere di fiducia. Difficile? si difficilissimo per chi ancora non ha capito di che si tratta ![]()
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Facebook ADS: tutto ciò che devi sapere! Ti vuoi promuovere su webmarketingforum? Esiste solo un modo! Ultima modifica di Alex; 18-05-2010 alle 18:06. |
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| The Following 4 Users Say Thank You to Alex For This Useful Post: |
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#5 (permalink) |
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Junior Member
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Aggiungo una cosa banale, ma che spesso si dimentica. Molte volte non c'è un analisi seria del panorama competitivo sui prodotti o sui servizi che si vendono. Una bellissima campagna di web marketing su un servizio che è, per qualsiasi motivo, "fuori mercato", ha conversioni vicine allo zero. E poi la colpa è del consulente di web marketing
Ricordiamoci il detto "ogni scarrafone è figlio a mamma sua", qualche volta i clienti questi "scarrafoni" di prodotti o servizi che hanno in casa non li vogliono vedere... ) |
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| The Following User Says Thank You to Fabiosca For This Useful Post: | Alex (18-05-2010) |
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#6 (permalink) |
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Junior Member
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Uno dei punti di debolezza dei web marketer, più che del web marketing in sè per sè, è il fatto di considerare il marketing "onnipotente".
Spesso concepiamo il marketing come un insieme di tecniche per vendere l'invendibile, per dare rilievo a prodotti che senza pubblicità non avrebbero alcun mercato. Secondo me è questo il punto debole più grande: l'eccesso di fiducia nel "potere della comunicazione". Se un prodotto fa schifo non riuscirai mai a promuoverlo con efficacia, ma spesso i web marketer sono convinti del contrario. ![]() |
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| The Following 4 Users Say Thank You to fortunecat For This Useful Post: |
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#8 (permalink) |
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WMF User
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lo so, sono squallido, poco tecnico, semplicistico etc... ma secondo me, se ti dedichi alla tua nicchia con passione e offri un prodotto che da utente della stessa nicchia avresti sempre desiderato comprare...
penso che sia difficile che non si abbia successo, anche se si fanno 15 errori nel lancio, 18 errori nella pagina di vendita e se sbagli 4 email su 5... diciamo che il marketing per me dovrebbe essere solo per il confezionamento di quanto fatto con questi principi... se rimane un "impacchettamento" va sempre bene, se diventa "tutto il prodotto" allora si rischia il fallimento... lo so, non è questo il forum in cui dovrei essere così poco tecnico... sorry :-) |
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#9 (permalink) |
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Secondo me una campagna studiata bene è difficile che fallisca, ci sono sempre gli imprevisti però, come in tutte le cose, lo chiamerei fattore X...
Conta parecchio anche il fattore C ( ) ma questo è un altro discorso ![]() Sicuramente nel webmarketing, come in tutti gli ambiti professionali, l'esperienza è molto utile! GM |
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#10 (permalink) |
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Administrator
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Fortunecat e Fabiosca quotati al 1000x1000
davo per scontato il prodotto di valore. Se non c'è quello tutto il resto va a farsi benedire ![]()
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#11 (permalink) |
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Junior Member
Data Registrazione: May 2010
Località: Firenze
Messaggi: 4
Thanks: 5
Thanked 2 Times in 2 Posts
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Leggendo un manuale del secolo scorso "Il marketing è la funzione d'impresa volta ad individuare i bisogni e i desideri insoddisfatti, a definirne e valutarne l'ampiezza, a determinare quali mercati obiettivo è opportuno considerare...etc." da Kotler Marketing Management. Siamo sicuri che la campagne ben pianificate si siano rivolte a bisogni e desideri almeno in parte insoddisfatti ?
Oppure spesso si cerca di spingere qualcosa che non ha niente di nuovo solo sull'onda di mode o idee non richieste dal mercato. |
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| The Following User Says Thank You to Paolo Laterza For This Useful Post: | Alex (18-05-2010) |
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#12 (permalink) |
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Junior Member
Data Registrazione: May 2010
Messaggi: 7
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Thanked 1 Time in 1 Post
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Quoto decisamente l'intervento di Alex..
Come dice anche fabiosca, il vero problema sta nell'analisi e nella misurazione..spesso queste "campagne studiate nei minimi dettagli" si rivelano un flop proprio perchè c'è un errore di valutazione in partenza..troppe persone si concentrano sul proprio prodotto senza tener conto della vasta competizione presente sul web, soprattutto senza dare troppa importanza ai social network, che oggigiorno sono diventati una vetrina sul mondo commerciale. Sta a noi dunque, grazie a queste "campagne" cercare di "allestirle" nel miglior modo possibile! |
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| The Following User Says Thank You to Hasbrough For This Useful Post: | Alex (18-05-2010) |
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#13 (permalink) |
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Junior Member
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Magari dirò una cosa banale, ma forse spesso ci si dimentica di mantenere COSTANTE il rapporto col cliente. Come dice appunto Alex l'ASCOLTO è fondamentale e impostare un rapporto continuo di scambi reciproci dovrebbe essere alla base.
Parlo anche io ancora da semplice studentessa (spero per poco ancora :P) ma se si lancia una campagna dopo aver fatto miliardi di studi e ricerche sul target di riferimento e poi ci si dimentica che il target al suo interno evolve continuamente, allora direi che tutti gli studi iniziali sono serviti a ben poco! I gusti, le preferenze e i bisogni cambiano di continuo, il mercato evolve... Oggi è facilissimo e a costo zero impostare una relazione del genere (vedi i social network appunto) e sarebbe assurdo non approfittarne. Il cliente va ascoltato e "coccolato" e se si sente più vicino al produttore sarà sicuramente molto più invogliato e fidelizzato! |
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| The Following User Says Thank You to Mirella For This Useful Post: | Alex (18-05-2010) |
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#14 (permalink) | |
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Junior Member
Data Registrazione: May 2010
Località: Firenze
Messaggi: 4
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Thanked 2 Times in 2 Posts
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Citazione:
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#15 (permalink) |
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Junior Member
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d'accordissimo! i concetti tradizionali sono ancora troppo radicati, me ne accorgo in tantissimi casi io stessa nei panni del "cliente" e puntualmente mi chiedo tra me e me "ma è possibile che siano ancora a questo punto?? peggio per loro hanno perso un potenziale cliente"
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#16 (permalink) |
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Junior Member
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Parlo da cliente. E da cliente nel webmarketing.
Le volte che ho acquistato prodotti anche, se vogliamo, "scarsi" o troppo pubblicizzati come se fossero il non plus ultra quando poi non lo sono, ho acquistato ugualmente restandone soddisfatto... Sono un pazzo? No, sono comunque rimasto soddisfatto di un prodotto così così perchè mi ero già legato in precedenza con il marketer che vende il prodotto, nel senso che con lui c'era già una "confidenza" come tra amici. E ho pensato come prima cosa a quanta fatica quel marketer avrà fatto per lanciare sul mercato quella cosa, e quanta fatica farà a monitorare le vendite... Perchè non sempre è un successo totale...E questo lo spinge a migliorarsi. Ho acquistato prodotti a 10 euro come a 50 o 60 euro, e nei miei piccoli investimenti io da cliente ne ho tratto vantaggio, sia per quanto riguarda l'esperienza di un acquisto sereno in quanto "confidenziale" ( o ,se volete, mi potevo fidare! ), sia per il beneficio comunque arrecatomi da quel nuovo valore, anche se non ottimizzato alla perfezione come quasi tutte le volte che un italiano cerca qualcosa da comprare! Ecco, io cliente posso essere l'esempio di un webmarketing non misurabile, e non sono il solo perchè in genere la clientela non si potrà mai e poi mai numerare, misurare, oggettivizzare, massificare. E riguardo ai metodi di comunicazione... beh io da cliente odio la ripetività astratta con cui si dice sempre la stessa cosa del prodotto, del quale alla fine mi viene la nausea.... Specifico: io vengo dalla "strada" e non ho mai studiato all'università nè sono un webmarketer. Ma ho il vantaggio che potrei parlare a nome di molti potenziali clienti in Italia. |
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#17 (permalink) |
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WMF User
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Ciao a tutti,
come in altri post, come mi ha consigliato Alex, mi sento di dire, che l'acquirente acquista in ogni settore una porzione di prodotti/servizi, per cui tutto sta nel capire mese dopo mese che cosa cerca la gente e offrirlo e in caso non si offra quel prodotto/servizio attrezzarsi per offrirlo. @Alex in altri post avevo detto che questo mese la gente cerca L500-200 su google che sarebbe un notebook toshiba, così mi sono attrezzato per averlo ad un prezzo inferiore dei miei competitor e guarda caso ho parecchie (mooolte) visite che atterrano da google alla mia scheda prodotto L500-200, venduti? Zero, ma le stesse persone che sono atterrate su quel prodotto hanno comprato altri prodotti per cui "that's the way". C'è solo un problema... In un qualunque settore commerciale, come fare a inizio mese a sapere cosa la gente sta cercando di più come prodotto/servizio in modo da potersi attrezzare a offrirlo?? P.S. L500-200 me l'ha suggerito toshiba stesso in persona e se non me lo suggeriva??? |
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#18 (permalink) |
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Junior Member
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Secondo me una campagna ben studiata, creata e portata avanti da chi di web marketing se ne intende veramente, e quindi capace di correggere o integrare in corso d'opera i progetti, bé trovo che difficilmente può non dare risultati.
Diverso il discorso per chi si approccia ad una campagna senza tenere in mente tutti i canali da 'sondare'. Tanto per citarne alcuni:il benchmarketing, consultare ed interagire nei vari forum o newsgroup per capire chi ci sta cercando e come e cosa dobbiamo proporre, studiare il target a cui vogliamo arrivare, considerare i canali che già portano utenti al sito e molto importante la comunicazione con il cliente ovvero le PR che, a mio parere, sono alla base di qualsiasi successo di marketing. Probabilmente gli insuccessi sono dati perché a volte si pécca di presunzione, sia nel ritenere il nostro prodotto, il nostro sito e i nostri servizi meglio degli altri (e qui potremmo aprire una discussione su cosa si intende per 'meglio'?) , oppure ritenere di sapere tutto sul web marketing senza capire che questa materia è molto vasta ed in continua evoluzione... |
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#19 (permalink) |
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Junior Member
Data Registrazione: Nov 2009
Messaggi: 33
Thanks: 0
Thanked 2 Times in 2 Posts
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I punti di debolezza del web marketing o del marketing in generale?
- Spesso si cerca di promuovere un prodotto clone o simile a decine di altri (questo non ha niente di nuovo e a volte anzi ha qualcosa in meno di altri prodotti); - Se vuoi fare una buona operazione di Web Marketing o di Marketing in generale... forse dovresti cominciare a prendere come esempio Steve Jobs, che continua a mettere a segno successi (ipod, iphone, ipad per non parlare dell'aumento di mac venduti)... - Comunicazione: Molti marketer ancora oggi non prestano molta attenzione all'utente finale e si concentrano solamente sul lavoro "tradizionale" (come hanno già detto molti in questa discussione. - Il concetto di usabilità (usability) è ancora poco diffuso in Italia e spesso si arriva su siti internet poco usabili e dunque che vendono poco... Questo un piccolo elenco ![]() |
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#20 (permalink) | |
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Administrator
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Citazione:
) ed ascoltare. Cosa si dice sui giornali di settore? cosa si dice sui forum di settore? che roba si consiglia la gente? cosa c'è in compertina su una rivista di settore? chi sta facendo lo spot in TV? etc. etc. in altre parole: sbattersi ![]()
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#21 (permalink) |
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Junior Member
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Ottantotto prendi un esempio di quelli "semplici" da seguire...
![]() Sono d'accordo con te, il successo di Apple viene da lontano (tra l'altro scrivo da un Mac), non è solo un fatto di usabilità ma di posizionamento, forza del Brand, capacità di progettare, time to market, qualità del customer service, distribuzione, e si sicuramente anche delle campagne di comunicazione on line e off line Contrariamente a quello che si pensa nel mondo off-line (lo conosco bene avendo la maggior parte dei clienti che vengono da lì), avere successo sul canale Internet richiede molto tempo e dedizione. Non dimentichiamoci che Jobs fu "sbattuto" fuori da Apple ai tempi senza troppi complimenti... Insomma non è stato facile neanche per lui a un certo punto. Io riassumerei in tenacia passione e umiltà di imparare dai propri errori e da quelli degli altri (e chi non ne fa?), tre ingredienti "non tecnici" che sono fondamentali per il successo on line, ma oggi per fortuna, anche off line. Tra le tante doti Jobs ha sicuramente anche queste. |
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#23 (permalink) |
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Junior Member
Data Registrazione: Mar 2010
Messaggi: 16
Thanks: 3
Thanked 4 Times in 3 Posts
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Vorrei fare un esempio.
Supponiamo che io venda forniture telefoniche, adsl etc. Potrei basare la mia campagna sulla fiducia che ispira un testimonial d'eccezione come ad esempio il Papa, ma se, non esaltassi l'aspetto del mio prodotto/servizio che la gente desidera di più e cioè la relazione, non avrei alcuna speranza di emergere sui competitors. (Nessuna compagnia ad oggi ha un'assistenza "UMANA, INTERLOCUTORIA". Tutte hanno un'assistenza "AUTOMATIZZATA, REGISTRATA"). Viceversa, se offrissi efficientemente questo servizio ed indirizzassi il nocciolo della mia campagna proprio sull'assistenza umana e non robottizzata, sono convinto che tale campagna sarebbe quella vincente. Tutto questo per dire che, l'ascolto, la fiducia e la realzione stanno alla base di ogni buona campagna. E' ovvio che il prodotto deve essere valido altrimenti dopo poco tempo, i feedback negativi, distruggerebbero inesorabilmente l'immagine del fornitore. |
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| The Following User Says Thank You to Manlio Scaramucci For This Useful Post: | Alex (19-05-2010) |
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#24 (permalink) |
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WMF User
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Il marketing col passare del tempo lavora in modo silenzioso.
Un'esempio "stupido"? C'è un detto che riassumendolo dice: "ci vorrà tempo, ma anche la più dura roccia si lascia penetrare dall'acqua". Nel marketing molto spesso ogni singola azione assume poco rilievo nell'immediato ma quando fra ad esempio 2 anni ti rendi conto di aver aumentato le vendite più del quadruplo, non pensi subito a quel tuo continuo dedicarti alla comuncazione col cliente ma in realtà è proprio quella che magari ha dato la "svolta" alla tua attività. Secondo me il marketing è visto in modo molto "fumoso" proprio per questo motivo. |
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| The Following 2 Users Say Thank You to FlashWeb For This Useful Post: | Alex (19-05-2010), meltinshop (20-05-2010) |
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#25 (permalink) | |
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Citazione:
2) Il fatto che il Web Marketing è considerato da molti un lavoro tecnico, da affrontare con numeri, tabelle, statistiche, mercati, accessi, segmenti, dimenticandosi che prima di ogni cosa, c'è la persona. Non sono accessi, sono persone che hanno visitato un sito. Se si iniziasse a parlare di persone, molte idee cambierebbero. 3) Il fatto che molti webmarkettari pensano che le persone componenti un segmento debbano fare quello che alle aziende farebbe comodo che facessero, invece tra l'azienda e le persone c'è un cavo di rame (internet) e le persone non le puoi forzare a fare quello che vorresti tu. 4) Il fatto che molti webmarkettari si credono educatori e non capiscono che invece dovrebbero essere al servizio degli utenti, i quali sono sempre quelli che hanno il coltello dalla parte del manico, avendo un mouse col quale possono fare click sulla X in alto a destra (per chi ha il PC, a sinistra per chi ha il MAC). 5) Il fatto che molti webmarkettari predicano di cose lette solo su libri e poi sono più bravi a convincere le aziende di cose di cui loro stessi non hanno la certezza, non avendo provato più che una volta (ed ovviamente poi i risultati si vedono). 6) Perché pur di lavorare, i webmarkettari lavorano quasi gratis, quindi poi non hanno copertura economica per fare tutto ciò che dovrebbero. 7) Perché la scuola del web marketing italiano insegna numeri, non criteri. 8) Perché molti webmarkettari prendono modelli americani e tentano di replicarli in Italia, scordando che i numeri americani sono 20 volte superiori (come minimo) a quelli Italiani e che la cultura, il profilo umano e gli schemi degli USAliani e degli Italiani sono molto diversi. Bastano questi o vado avanti? Ah, no, ne ho un'ultima importante, prima di chiudere. Perché ci sono docenti di Marketing delle Università italiane che non sanno parlare correttamente in italiano, che parlano monotono, che parlano di marketing one2one e marketing relazionale, ma non si preoccupano neppure di capire il loro stesso target (cioè gli allievi che hanno davanti). (...tanto, che c'entra il marketing con la comunicazione?... ) |
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| The Following 6 Users Say Thank You to fradefra For This Useful Post: | Alex (21-05-2010), Fabiosca (21-05-2010), Luca Bonardo (24-05-2010), MarVin (26-05-2010), meltinshop (21-05-2010), Paolo Laterza (21-05-2010) |
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#26 (permalink) |
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Junior Member
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Assolutamente d'accordo con Fradefra.
Trasversalmente ai punti che hai citato c'è n'è uno che mi piace sottolineare ed è il fattore tempo: Tempo per imparare Tempo per sperimentare (e sbagliare) Tempo per conoscersi e quindi costruire relazioni Probabilmente la conoscerete già ma c'è una storiella che credo sia utile per riflettere: per fare un bambino ci vogliono (per ora) una futura mamma e nove mesi (un padre non sempre è necessario), sicuramente non otteniamo lo stesso rislutato con nove future mamme in un mese di tempo... eppure in termini di risorse (numeri) sembrerebbe uguale. |
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#27 (permalink) | |
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Administrator
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Eccolo!
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