Niente da dire: Gratis è bello!
La mia esperienza
Si pensa che chi in qualche misura conosce il marketing e le tecniche di
persuasione possa essere immune da qualsiasi tentativo di cadere nelle trappole dei più astuti venditori: niente di più falso.
Anche per me il dolce canto della sirena del gratuito è stato fatale in almeno un paio di occasioni, condivido quella che secondo me è stata la più difficile da sconfiggere.
Vivevo ancora in Sicilia quando in un afoso pomeriggio d'estate mi reco dal tabaccaio di fronte casa per comprare una ricarica per il cellulare, avevo smesso di fumare da circa un mese e mi sentivo talmente al sicuro da ricadute da aver promesso al mio coinquilino di poter comprare le sue sigarette senza nessuna tentazione.
Giunto alla cassa mi avvicina una bellissima ragazza che avevo già notato (per ovvi motivi) e guardandomi mi dice: ho visto che compra le sigarette xxxx, mi permetta di offrirle una xxx, mi porge un pacchetto aperto e aggiunge: è gratis!
Risultato: ho ricominciato a fumare (per poi smettere "definitivamente" dopo un anno), le mie sigarette preferite erano diventate quelle sponsorizzate dalla signorina di cui sopra e adesso ogni volta che vedo una bella ragazza vicino un tabaccaio scappo a gambe levate!!
Gratis e web 2.0: nuovi paradigmi di business?
Proprio in questi giorni leggo un libro sul 2.0 a cura di Vito Di Bari (opinionista del sole24ore) che individua quelli che sono i modelli di business legati al web 2.0 (argomento interessantissimo citato da alex con l'esempio di google), ripropongo la suddivisione perchè secondo me riesce a chiarire come il gratis rientra nella strategia del prodotto/servizio/prezzo nell'ambito del web:
- free
nello scambio di servizi in realtà non paga il fuitore ma un terzo attore (advertising)
- free to use, pay for service
tipicamente nel mondo del software, un esempio potrebbe essere rappresentato da alcuni sviluppi open source che mettono a disposizione il core del progetto per riservarsi di far pagare i servizi correlati come assistenza, customizzazioni, plugin ecc..
- freedom to pay
è il caso di prodotti trial che ti consentono di provare ed eventualmente comprare, oppure effettuare una donazione
- freemium (termine coniato da Fred Wilson)
si basa su un livello basic gratuito e un livello delllo stesso prodotto/servizio arricchito da funzionalità maggiori che invece è a pagamento, magari con una grande varietà di pricing.
Mi fermo qui, ma di modelli ne esistono veramente tanti e per chi li volesse approfondire consiglio [URL="http://www.avc.com/a_vc/2006/03/my_favorite_bus.html"]questo link[/URL].
A questo punto mi/vi chiedo: cosa c'è di veramente gratuito sul web? Forse nulla, la mia opinione è che esiste sempre una contropartita in termini economici, si è detto che in alcuni casi il ritorno potrebbe essere in termini di visibilità o reputazione, mi/vi chiedo: non sono forse anche questi elementi suscettibili di valutazione economica?
Intendiamoci, non sono contrario a questi modelli di business anzi penso che siano un'importante occasione e non posso non concordare con quanto riportato da Robin : "Il Gratis è il nuovo prezzo di default per chi offre servizi online. "