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Vecchio 22-11-2010, 23:14   #1 (permalink)
framad
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Pensavo:
Coloro che hanno a disposizione liste di email da inviare a potenziali acquirenti di un prodotto/servizio, hanno mai provato a non farsi pagare per i singoli invii, ma solo in percentuale alle vendite generate da questi invii ?

A me piace tanto pagare per i risultati ottenuti e sono convinto che anche chi offre servizi DEM potrebbe guadagnare anche di più se la mail è scritta bene ed in maniera persuasiva e magari il link che c'è nella mail rimanda ad una landing in cui si vende un prodotto a prezzo anche conveniente.

Facciamo un esempio:
Ho una lista di 10.000 email e vendo gli invi per 100 euro (sto solo facendo un esempio).
Grazie a questo invio faccio 10 vendite del prodotto pubblicizzato che costa 200 euro a pezzo.
Offro una percentuale del 10-15% sulla vendita di questi 10 prodotti a coloro che mi hanno fornito il servizio DEM.
Costoro guadagnano quindi dai 200 ai 300 euro (ed ho ipotizzato lo 0,1% di conversioni sugli invii).

Non potrebbe essere un servizio interessante per acquirente e venditore ?

Non si potrebbe offrire un servizio di DEM copywriting pagato con metodo CPS ? (email scritte in maniera persuasiva, che vengono pagate solo sulla vendita del prodotto pubblicizzato via mail).

Che ne pensate ?



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Vecchio 25-11-2010, 18:54   #2 (permalink)
filippo.toso
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Per chi affitta liste è un modello tendenzialmente perdente che incrementa sensibilmente il rischi di impresa. Se il prodotto è di scarsa qualità la lista viene "danneggiata" (alto opt-out rate). Se il venditore non usa un sistema di tracking affidabile, le vendite non vengono pagate. Se il ciclo di vendita è lungo o complesso (es. richiede personalizzazione), idem come sopra. Etc. etc. etc.

filippo.toso è offline   Rispondi Citando
Vecchio 25-11-2010, 20:32   #3 (permalink)
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Quoto in pieno filippo;
Perchè può essere che il prodotto del venditore sia di scarsa qualità o non competitivo a livello di prezzo.

Indamix è offline   Rispondi Citando
Vecchio 26-11-2010, 10:02   #4 (permalink)
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Sarebbe allora possibile valutare da parte dei possessori di DEM prima tutte le caratteristiche di prodotto e sistema di tracciamento. Accertati che la cosa sia fattibile, resto dell'idea che si potrebbe provare.

Come ogni cosa, non penso che prima di fare un operazione di marketing non si valutano bene tutti i dettagli. Lo stesso potrebbe accadere per le semplici DEM scritte.
Se pubblicizzo un prodotto che non sia di qualità questo danneggiamento della lista viene fatto in egual modo.

Dunque concludo dicendo che se si valutano i punti da voi descritti sarebbe una cosa da provare.

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Vecchio 26-11-2010, 14:44   #5 (permalink)
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Citazione:
Originariamente inviato da framad Visualizza Messaggio
Sarebbe allora possibile valutare da parte dei possessori di DEM prima tutte le caratteristiche di prodotto e sistema di tracciamento.

Penso che una analisi del genere costerebbe troppo. Non conosci il settore merceologico, i prezzi, la concorrenza, i processi interni del cliente.

Ammesso che riesci a farlo: sei costretto a sostenere questi costi PRIMA di poter dire se accetti o no il cliente. Secondo il mio umile parere, non sta in piedi dal punto di vista economico.

Roberto Miciogatto è offline   Rispondi Citando
Vecchio 27-11-2010, 10:52   #6 (permalink)
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Scusami Roberto, ma se il possessore di DEM fa una campagna facendosi pagare per le sole mail inviate, non deve valutare bene chi e cosa sta promuovendo ? non deve leggere il testo della mail che dovrebbe vendere ? Non potrebbe danneggiare lo stesso il cliente finale se quello che pubblicizza è un prodotto non concorrenziale o di scarsa qualità?

Mi spiego meglio:

Filippo dice che potrei danneggiare la lista. Ok. Concordo. MA (faccio una domanda a tutti voi):

Supponiamo che al posto di farmi pagare a CPS, mi faccio pagare per singoli invii quei 100 euro famosi del primo esempio, ed il tasso di conversione sulle vendite resta dello 0,1% (come ipotizzato da me all'inizio di questa conversazione).

Adesso, se negli invii sto pubblicizzando un prodotto di scarsa qualità, cosa cambia a me (a parte il potenziale guadagno) se mi faccio pagare per gli invii o con metodo CPS ?

Dal mio punto di vista niente, perchè in un caso o nell'altro devo pubblicizzare lo stesso prodotto, ma mi cambia solo il metodo di pagamento. Allora se il prodotto è di scarsa qualità con il CPS lo è anche con i singoli invii. E allora l'analisi la devo fare lo stesso, altrimenti danneggio la lista in ugual modo, non trovate ?

Invece da quello che mi dite sembra quasi che se vengo pagato a singoli invii non mi interessa di valutare il prodotto che sto pubblicizzando via mail. Chi se ne importa se il prezzo è alto o il prodotto fa pena, tanto mi pagano 100 euro per inviare mail!
Se invece mi pagassero con formula CPS, allora andrei a controllare il mio prodotto ?

Per me c'è qualcosa che non quadra nel vostro ragionamento.

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Vecchio 29-11-2010, 18:40   #7 (permalink)
filippo.toso
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Per prima cosa, se fosse un modello "vincente" per chi affitta liste, sarebbe lo standard, non la rara eccezione.

Secondo, chi affitta liste a livello professionale ha comunque il veto sui contenuti veicolati proprio per evitare alti opt-out rate, che si tratti di una campagna CPM, CPC, CPA o CPS che sia.

Terzo, ho visto liste B2B con CPM dai 30 ai 70 Euro ed oltre nei casi di target altospendenti altamente profilati e segmentabili. Questo significa che per avere modello CPS vantaggioso, il prodotto deve essere "perfetto", l'offerta "fantastica", l'azienda credibile, la mail persuasiva, la landing page efficace, il gateway di pagamento professionale, etc. etc. etc. Tutti elementi della catena fuori dal controllo di chi affitta la lista.

Detto ciò, a freddo un tasso di conversione dell'0,1% è inverosimile a meno di offerte sottocosto (es. per acquisizione nuovi clienti) o brand rinomati.

In altre parole, "è un modello tendenzialmente perdente che incrementa sensibilmente il rischio di impresa".

Se poi sei così convinto che possa funzionare, contatta tutti i fornitori di liste che riesci, proponiglielo e poi posta i risultati della ricerca.

filippo.toso è offline   Rispondi Citando
Vecchio 29-11-2010, 19:11   #8 (permalink)
framad
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Ciao Filippo, innanzitutto ti ringrazio per la dettagliata risposta, dato che ti seguo in rete, ti stimo e ti reputo una persona competente e che ne sa sicuro più di me.

Dunque prendo in considerazione le tue risposte.

Sul punto secondo, lo sapevo anche io. E' ovvio che debba essere così, dunque per questo un certo costo per il "controllo" deve esserci sempre.

Sul terzo punto, io non ho visto così tante liste quante ne avrai viste tu, ed inoltre, dato che non l'ho detto, io parlavo di liste B2C.

Poi volevo chiederti: qual'è un tasso di conversione che potrebbe avvicinarsi alla realtà ? Hai dati che possono dimostrarlo ? ... io onestamente non lo so, ed ipotizzando la vendita via mail di un prodotto nel mercato B2C, credevo che lo 0,1% non fosse così assurdo, ma sono sicuro che ciò che mi dici non è stato scritto a caso, ma in base ad esperienze. Che poi ovviamente dipende molto da prodotto a prodotto, penso sia normale.

In ultimo ti dico che non sono così convinto, avevo solo aperto una discussione per parlarne con tutti voi. Non stavo mica facendo il presuntuoso

Non metto in dubbio che abbiate tutti ragione, ma a me piace molto il confronto e sopratutto non avendo mai provato, non ho dati alla mano che possono svelarmi la realtà dei fatti.

In ogni caso, dato che sono sempre i dati quelli che parlano, sicuramente propongo la cosa ai fornitori nel settore e (sempre se qualcuno accetta) posterò molto volentieri i risultati.

Un caro saluto.

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Roberto Miciogatto (30-11-2010)
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