Dico solo la mia umilissima opinione.
Non credo che nel caso 'prefigurato' (come in moltissimi altri) ci siano gli estremi per denunce penali (come nel caso della 'minaccia', per esempio).
Potrebbero esserci contenziosi di natura civile - diffamazione, appunto.
MA - cerchiamo di chiarirlo per bene - nei casi di DISSERVIZIO, come quelli cui probabilmente faceva riferimento
Enrico Madrigrano, è l'azienda chiamata in causa ad essere - al 90 per cento - 'dalla parte del torto'.
I contratti che siamo soliti firmare con le varie società vincolano LORO come fornitori e/o produttori di un servizio ad essere fedeli ad un contratto scritto; contratto che ha
valore legale, ovviamente.
Mentre nessun contratto può vincolare il cliente a ritenersi 'pubblicamente soddisfatto'.
Con ciò non si intenda che chiunque può diffamare la prima azienda di cui è stato in qualche modo cliente: ma si intenda invece che chiunque e in qualsiasi momento è libero di esprimere la propria opinione personale - secondo i gusti, l'opportunità commerciale o la conformità tecnica - su qualsiasi prodotto in vendita nel pubblico mercato.
Le grandi aziende hanno 'l'avvocato facile', e le minacce legali sono 'di default' uno spauracchio che viene facilmente brandito in diversi settori.
Ma nessun avvocato del 'ramo' avrebbe dubbi particolari.... entro determinati limiti espressivi entro cui la libertà di cui sopra può essere esercitata, qualsiasi causa di un'azienda contro un privato consumatore 'che si lamenta per giusta causa' è del tutto inconsistente sul piano legale.
Anzi, se il disservizio è accertato l'azienda può essere costretta a pagare le spese legali e a risarcire - al limite - il consumatore non-soddisfatto.
SE la propria opinione personale è espressa nei toni della civiltà e del rispetto dell'altrui dignità e SE non si millantano crediti o prestazioni inesigibili, col solo scopo di screditare l'azienda di turno.
MA se - come avviene al 99 per cento dei casi - è l'azienda che si trova - in malafede - a ricorrere al legale per tacitare dei clienti insoddisfatti, beh.... non solo rischia di auto-danneggiarsi 100 volte di più, perchè amplifica il 'rumor', ma corre anche il rischio di fare una pessima figura sul piano del diritto, salvo rifugiarsi in calcio d'angolo ritirando per tempo la denuncia inconsistente.
Anche millantare qualità che i prodotti o i servizi venduti non hanno
effettivamente è un reato, sia che queste qualità siano rese eplicite sul contratto sia che queste vengano semplicemente 'esibite' nel corso di una promozione pubblicitaria.
Naturalmente la maggior parte delle persone sono semplicemente 'schiacciate' dalla paura di dover affrontare un contenzioso legale con entità economiche decisamente più potenti economicamente...

.... ma fortunatamente siamo in uno stato di diritto che in parte tutela perfino i 'deboli' contro i 'più forti', ed esistono quindi le associazioni a difesa dei consumatori (
una,
due e
tre, per dire le maggiori).
