Citazione:
Originariamente inviato da Alex
Mi hai letto nel pensiero?
Ti cito quanto ho detto [URL="http://www.slideshare.net/Alexs2k/ecommerce-tra-conversioni-e-conversazioni-1615345"]alla gtconference l'altro giorno[/URL]:
1. Facebook è delle persone e non delle aziende!
2. Se vogliamo trasmettere fiducia tramite facebook dobbiamo parteciparvi come “persone” ed instaurare rapporti umani per mezzo di conversazioni naturali…
Mi pare evidente che sono a dir poco convinto che la partecipazione "personale" sia l'asso nella manica. La gente è affamata di rapporti umani con persone.... 
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Alex, ho seguito lo streaming del tuo intervento

(ahimè nessuna facoltà di lettura nel pensiero

) e condividendo in pieno il fatto che i social sono posti per persone e non per "loghi" mi sono chiesto quale possa essere il modo migliore per far approcciare certe aziende a questi strumenti.
Temo però che per le aziende ci sia un pericoloso risvolto della medaglia
Provo a mettermi nei panni dell'azienda.
Il problema si pone quando un imprenditore decide di entrare nel mondo dei social, a quel punto incaricherà qualcuno (area marketing o consulente esterno) di curare le conversazioni in nome e per conto del suo marchio.
Il marketer "personalizzerà" le conversazioni e inevitabilmente proietterà la sua immagine digitale sul brand che rappresenta.
Da qui, secondo me, possono presentarsi alcuni problemi:
1 - l'immagine "personale" di chi cura le conversazioni potrebbe essere diversa da quella del brand rappresentato
2 - se l'azienda sostituisce la persona incaricata, alcuni (tutti?) contatti stabiliti con la precedente persona potrebbero abbandonare le conversazioni
3 - ogni persona ha le sue idee e le sue opinioni, un'azienda invece ha un sistema di valori unico e tutte le procedure standardizzate
non è che per le aziende sia troppo rischioso? O no?